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Afghanistan, 15enne arsa viva dalla cognata nel forno domestico: mistero il motivo

Aveva appena 15 anni la ragazza che, nella giornata del 16 maggio, è stata bruciata viva in un forno, dalla moglie del fratello. Le cause sono ancora un grosso punto interrogativo. L’assassina si rifiuta di rispondere. Grande sgomento nel Paese

Afghanistan, 15enne arsa viva dalla cognata nel forno domestico: mistero il motivo

Mursal, aveva appena 15 anni e viveva a Jalalabad City, capitale della provincia di Nangarhar nell’Afghanistan orientale, un paese in cui ancora le donne non possono godere dei pari diritti e spesso sono soggette a violenze da parte degli uomini, mariti, padri o fratelli. La piccola Mursal ha perso la vita nella giornata del 16 maggio per mano di una donna e non di un uomo. La moglie di suo fratello, ha approfittato del lasso di tempo in cui si trovavano sole e l’ha gettata viva nel forno domestico, tandoorì. A dare l’allarme i vicini allarmati dalle urla. All’arrivo dei soccorsi per la ragazza non c’era più nulla da fare. Era morta. È stata arsa viva, incapace di difendersi o chiedere aiuto. La cognata da giorni non proferisce parola. Non ha spiegato il perché del folle e tragico gesto. Non dà alcuna spiegazione e non risponde agli investigatori. Gli agenti stanno indagando sulle cause e sulle dinamiche del tragico omicidio. Si cerca di capire se tra le donne c’erano state già precedenti di liti.

Grande sgomento nel Paese
L’intero Paese è scosso dalla vicenda, anche perché in Afghanistan, dove la violenza degli uomini su compagne, mogli, sorelle e madri è comune, sono rari i casi quelli di donne contro altre donne. Anzi spesso le donne sono molto coalizzate tra loro. La cognata della vittima, è stata arrestata immediatamente dalla polizia ma adesso si è avvalsa della facoltà di non rispondere.



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