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Amy Winehouse: padre boccia il biopic che progetta un nuovo film

Amy Winehouse: padre boccia il biopic che progetta un nuovo film

Lo scorso 3 luglio è uscito in tutte le sale cinematografiche dell’Inghilterra il biopic “Amy”: si tratta di un docu-film diretto dal regista Asif Kapadia, che ripercorre tutta la vita della cantante britannica Amy Winehouse, scomparsa a soli 27 anni, a causa di droga ed alcool, il 23 luglio 2011. Il documentario sulla vita della popstar inglese sbarcherà nelle sale italiane a settembre 2015 ma sarà disponibile solo per tre giorni: dal 15 settembre al 17. Intanto però la famiglia della Winehouse ha fatto sapere pubblicamente di dissociarsi dal film. La madre della cantante ha definito il biopic come fuorviante e contenente bugie: «le testimonianze sono state raccolte a partire da un campione molto ristretto di conoscenti e amici di Amy, molti dei quali non hanno nemmeno preso parte agli ultimi anni della sua vita». Secondo il padre che fa sapere di essersi sentito male la prima volta che l’ha visto, «Amy stessa sarebbe andata su tutte le furie: non lo avrebbe mai voluto». Mitch Winehouse inoltre attacca anche l’ex marito della compianta popstar britannica, Blake Fielder-Civil, il quale lo avrebbe accusato di essere il primo responsabile per la morte di Amy «quando – secondo Mitch – è stato lui a iniziarla all’uso di crack ed eroina. Se emergesse la verità sul suo conto, Blake non potrebbe nemmeno più girare per strada». Da qui l’idea di lanciare sul mercato un nuovo film sulla figlia che riveli al mondo la verità su Amy, «cosa che non ha fatto Kapadia», e comunque «non è vero che abbiamo lasciato Amy per la sua strada negli ultimi tre anni della sua esistenza. Lo ritengo un insulto a tutta la famiglia»



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