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Arrestato a Londra il fondatore di Agon Channel Francesco Becchetti

L’uomo era inseguito da un mandato di cattura internazionale emesso dalla Procura di Tirana; deve rispondere dei reati di riciclaggio di denaro e falso in documentazione. I fatti contestatigli sono avvenuti tutti in Albania e riguardano alcune attività del settore energetico

Arrestato a Londra il fondatore di Agon Channel Francesco Becchetti

L’imprenditore italiano Francesco Becchetti, fondatore e proprietario della tv albanese Agon Channel, è stato tratto in arresto ieri a Londra; l’uomo deve rispondere dei reati di falso in documentazione e riciclaggio di denaro. L’affarista era ricercato da qualche tempo a seguito di un mandato di cattura internazionale emesso dalla Procura di Tirana, che lo aveva trasmesso nel giugno scorso per i reati sopra elencati; la stessa accusa è scattata anche nei confronti di Liliana Condomitti, madre di Becchetti, Mauro De Renzis e Erjona Troplini, due suoi collaboratori. La Troplini, cittadina albanese, è stata l’unica dei quattro, finora, ad essere arrestata assieme ad una dipendente di banca di Tirana che avrebbe facilitato le transazioni sospette di Becchetti. I reati contestati, che secondo Becchetti sarebbero frutto di un complotto politico ordito dal Partito socialista del premier Edi Rama, riguardano alcune attività del settore energetico, con particolare riferimento alla costruzione di una delle più grandi centrali idroelettriche del paese balcanico. In tutto, riciclaggio ed evasione fiscale per un totale di centinaia di milioni di euro, che secondo gli inquirenti sarebbero stati investiti proprio nelle società con sede in Albania.

Un anno fa, Becchetti era il patron della prima televisione italiana delocalizzata – Come si suol dire, dalle stelle alle stalle; appena un anno fa, Becchetti aveva lanciato, con tanto di galà stracolmo di vip a Milano (con l’ospite d’eccezione Nicole Kidman), la prima tv italiana delocalizzata all’estero. Al momento, non è stato condotto in carcere, ma rimesso in libertà con l’obbligo di essere estradato in Albania entro il 15 dicembre. Il sospetto degli inquirenti è che, tra il 2007 e il 2013, Becchetti abbia messo su un gigantesco meccanismo di riciclaggio che gli avrebbe fruttato, secondo la procura albanese, alcuni milioni di euro. L’imprenditore avrebbe inoltre evaso il fisco per una somma di oltre 5 milioni di euro. Tutti i suoi beni sono sotto sequestro.



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