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Ascoli Piceno, abusava di due minorenni: catechista condannato a 6 anni di carcere

Abusi sessuali su due minorenni tra il 2007 e il 2011: catechista ed educatore condannato a sei anni di carcere. Sul computer ritrovate immagini a sfondo di pedopornografia

Ascoli Piceno, abusava di due minorenni: catechista condannato a 6 anni di carcere

Accusato di abusi sessuali nei confronti di due ragazzini minorenni e condannato a sei anni di carcere dal collegio del tribunale di Ascoli Piceno. E’ quanto deciso per un uomo di 51 anni, educatore e catechista di Venarotta, il quale avrebbe molestato in diverse occasione, tra il 2007 e il 2011, due ragazzi, all’epoca dei fatti minorenni, di 14 e 16 anni, toccandoli e facendosi toccare prima o al termine delle ore che dedicava all’insegnamento della religione, fino anche a convincerli o a costringerli ad avere rapporti completi con lui. Secondo quanto riportato l’uomo è stato anche condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, all’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado e dal servizio presso istituzioni o in altre strutture pubbliche o private, frequentate prevalentemente da minori. Ad accusarlo gli stessi ragazzini vittime di abusi, che solo anni dopo i fatti accaduti hanno avuto il coraggio di raccontare quanto subìto. In particolare l’allora 14enne si è confidato con alcune insegnanti raccontando del rapporto col catechista. La scuola ha dunque segnalato alla polizia l’episodio e sono scattate le indagini, che nel giro di poco tempo hanno evidenziato “effusioni” tra i due, portando alla luce anche gli abusi sull’altro ragazzo di 16 anni. L’indagato, sposato e padre di due figli, si è da subito dichiarato innocente e ha spiegato alla polizia che alcuni suoi atteggiamenti sarebbero stati equivocati dai ragazzi.

In possesso di materiale pedopornografico
La sua versione appare però poco attendibile, perché oltre alle due testimonianze e accuse, gli è stato anche contestato il possesso di materiale pedopornografico. Durante le analisi del cellulare e del suo computer sono infatti state ritrovate “immagini” riguardanti minorenni. Un reato per il quale è stato poi assolto.



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