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Attentati a Parigi, l’Isis festeggia su Twitter: “Parigi in fiamme, ora tocca a Roma”

L’Isis, dopo la strage parigina festeggia il loro ben riuscito attentato proclamando le prossime città da colpire: nell’elenco anche la nostra capitale, Roma

Attentati a Parigi, l'Isis festeggia su Twitter: "Parigi in fiamme, ora tocca a Roma"

Ritorna la paura in Francia, a Parigi. Dopo l’attacco a Charlie Hebdo, alle chiese cattoliche e il brutto episodio del Tgv, ora l’Isis attacca ancora il centro di Parigi con tre attentati in tre posti differenti: la sala da concerti Bataclan, dove suonavano gli “Eagles of Death Metal”, allo Stade de France, dove si giocava l’amichevole “Germania-Francia” e uno nel ristorante Le Carrilon, nel decimo arrondissement, un secondo in un altro ristorante nel centro della città, e un terzo nella sala da concerti Bataclan. Il bilancio al momento è di 158 morti più decine di feriti in sei sparatorie in una città assediata da terroristi e teste di cuoio, e cadaveri sparsi per le strade coperti con coperte improvvisate, pur d’impedire ai giornalisti di riprendere lo scempio. La polizia ha preso d’assalto lo stadio e il ristorante e liberato gli ostaggi. Due attentatori sono stati uccisi, e nello stadio ci sono stati i due attacchi suicidi e una bomba.

S’attiva la sicurezza in Europa
Francois Hollande, presente allo stadio, dopo esser stato portato via dalla partita per ragioni di sicurezza, ha partecipato ad una riunione d’emergenza con il vice presidente francese e il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha disposto il piano Alpha Rouge (Alfa Rosso), un livello di allerta mai toccato prima e che corrisponde al livello «attentati multipli». La Francia non dichiarava uno stato di emergenza dal 1957, durante la guerra contro l’Algeria. Ora anche in Italia Alfano ha stabilito la chiusura delle frontiere e alti livelli di sicurezza in tutta l’italia. Il resto dell’Europa, Germania, Spagna, Svizzera stanno facendo lo stesso, un modo per risolvere anche se temporaneamente la preoccupazione nel cuore di ogni cittadino europeo.

Attentati a Parigi, l'Isis festeggia su Twitter: "Parigi in fiamme, ora tocca a Roma"

L’Isis festeggia e minaccia gli altri stati spiegando i motivi per cui ha attaccato la Francia – E nel frattempo l’Isis festeggia sui social network la ben riuscita dell’attentato coordinato. Su Twitter scrivono:” Questo è l’11 settembre della Francia.” Spopola l’hashtag in arabo “Parigi in fiamme” e dallo Stato Islamico arrivano anche dei video in cui si innalzano grida di gioia per i francesi brutalmente ammazzati al grido di “Allah è grande!”. «La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i bambini, oggi beve dalla stessa coppa» è quello che afferma il giornale Dabiq France, la rivista francese dello Stato islamico che ora ha deciso di assumere la paternità degli attentati. «Ricordate, ricordate il 14 novembre di Parigi dimenticheranno mai questo giorno, così come gli americani l’11 settembre». Su Twitter i militanti hanno pubblicato un inquietante status «Dopo Parigi, ora tocca a Roma, Londra e Washington» seguite da minacce che non passano inosservate a Spagna e Portogallo, poiché erano territorio dell’antico Califfato in Europa.

I capi di Stato manifestano il loro cordoglio
Come tutti i francesi, sono molti i capi di Stato che manifestano dolore e cordoglio per la situazione francese. Primo fra tutti Barack Obama che ha condannato gli attacchi: «un tentativo inaccettabile di terrorizzare civili innocenti. Si tratta di un attacco contro l’umanità intera e contro i valori universali che condividiamo.» Ha poi dichiarato che l’America è pronta a fornire l’assistenza e l’aiuto necessari alla Francia per rispondere, senza speculare su chi sia il mandante degli attacchi. Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel ha manifestato il suo incredibile disagio, e si è detta profondamente shockata dagli attacchi. La Francia si colora ancora di Sangue, e la Tour Eiffel nella scorsa notte è rimasta spenta. Spento come il cuore di tutti i francesi e di tutta Europa. Un Europa intimorita, resa pericolosa da estremisti senza rispetto alcuno per niente.



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