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Attentati di Parigi: David Luiz e Cavani non vogliono tornare in Francia

I due giocatori del Paris Saint Germain, impegnati con le proprie Nazionali, avrebbero espresso la volontà di rimanere in patria per paura di nuovi attentati a Parigi; temono per i loro cari e i loro amici

Attentati di Parigi: David Luiz e Cavani non vogliono tornare in Francia

Come in tutto il Vecchio Continente, adesso prevale la paura; sicuramente con il tempo tornerà a prevalere la ragione e si cercherà di tornare lentamente alla normalità, ma la strage di Parigi ha letteralmente sconvolto tutto il mondo, in particolar modo proprio Parigi dove giocano i calciatori David Luiz e Edison Cavani, al momento impegnati con le rispettive nazionali sud americane per le qualificazioni ai Mondiali del 2018, ma che avrebbero espresso la volontà di rimanere in patria per paura di nuovi attentati a Parigi. David Luiz ha dichiarato: «A Parigi c’è la mia fidanzata, la mia famiglia e i miei amici, adesso sono scossi e spaventati; non so se tornerò lì. So che è il mio lavoro, ma se dipendesse da me rimarrei in Brasile». Anche l’ex attaccante del Napoli Cavani teme per il suo rientro in Francia; a riportare il pensiero del matador è stato il suo compagno di nazionale Alvaro Gonzalez in conferenza stampa, alla vigilia del match contro il Cile: «E’ orribile, per il calcio e per Parigi, anche Edison ha detto di non voler tornare in Francia». Sembra comunque impensabile che i due giocatori sud americani del Psg non rientreranno a Parigi; sono sicuramente dichiarazioni dettate dalla paura, ma giustificabili, ci mancherebbe altro.

Quello che sicuramente sono riusciti ad ottenere i terroristi è proprio la paura, che certamente non risparmia neanche il mondo dello sport, in particolar modo quello francese. Immaginiamo anche che la paura dei due giocatori sud americani sia dettata dal fatto che un kamikaze si sia fatto esplodere proprio in quello stadio dove gioca il Psg; la commozione nel tornare in campo dopo la tremenda tragedia che ha colpito Parigi certamente non li aiuta, ma la vita deve andare avanti.



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