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Attentati Parigi, Renzi: “No a leggi speciali ma più soldi per la sicurezza”

Secondo il presidente del Consiglio nella lotta al terrorismo post attentati di Parigi, non ha senso modificare le leggi o puntare a leggi speciali, ma semplicemente servono più soldi da destinare alla sicurezza: «Abbiamo già vinto la sfida del terrorismo interno e della mafia»

Attentati Parigi, Renzi: "No a leggi speciali ma più soldi per la sicurezza"

Il capo del governo Matteo Renzi, durante un’intervista rilasciata a SkyTg24, ha parlato degli attentati di Parigi ad opera dell’Isis, in cui hanno perso la vita 129 persone. Il presidente del Consiglio ha tracciato la linea che dovrà seguire il nostro Paese per contrastare il terrorismo islamico e non rischiare di subire la stessa sorte del popolo francese. L’ex sindaco di Firenze non crede che la soluzione sia quella di varare leggi speciali anche se non esclude del tutto la possibilità di modificare le normative per rafforzare l’azione dell’intelligence. «Il tema è molto complesso – spiega il premier – ma non bisogna correre il rischio dell’isteria e neanche della sottovalutazione», tuttavia «bisogna trovare un equilibrio, chi dice è il momento della sicurezza, va rinunciato a tutto forse esagera. Noi dobbiamo prima di tutto vivere, ci vuole anche il coraggio di non rinchiudersi e di non rinunciare alla nostra identità». Sicuramente «siamo di fronte ad un momento di difficoltà ma siamo anche un grande Paese e abbiamo vinto la sfida del terrorismo interno e della mafia. L’Italia ha mille difficoltà ma anche una straordinaria forza di reazione. Non bisogna correre il rischio dell’isteria e neanche della sottovalutazione». La soluzione secondo il presidente del Consiglio dei ministri è quella di un «investimento sulla cyber security: puoi mappare i sospetti, ma anche banalmente incrociare le telecamere come è stato fatto a Milano dopo il terribile episodio a Palazzo di Giustizia. È un tema che va affrontato in modo diverso».

Proposta per un investimento ulteriore
«Stiamo intensificando ogni tipo di controllo e cercando di usare anche tutti gli strumenti innovativi, anche perché la tecnologia ci aiuta a mappare le persone pericolose». Riguardo alle risorse destinate alla sicurezza «la legge di stabilità per il 2016 aveva già più soldi del 2015. Nei prossimi 15 giorni verificheremo se possiamo mettere più denari. La settimana prossima farò una proposta a tutti per un investimento ulteriore non solo di sicurezza ma anche di recupero di determinate realtà».

Il ricordo di Valeria Solesin
«Noi abbiamo da piangere lacrime anche come cittadini italiani. Valeria Solesin resterà nei nostri cuori e cercheremo di ricordarla anche con una borsa di studio e dedicandole qualcosa legato alla ricerca e all’università».

«Le frontiere? I killer sono già qui»
Renzi tiene infine a precisare che sicuramente intensificare i controlli alle frontiere è una cosa che va fatta, «ma i killer in Francia sono cresciuti nelle periferie francesi. Quello che sta accadendo, a dieci anni dalle banlieue, fa emergere un tema di equilibrio urbano, perché i terroristi sono nati nel degrado delle nostre città. Le periferie bisogna investire perché non siano luoghi di nessuno, non siano tabù, non siano off limits».



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