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Caso Meredith, Rudy Guede sbarca su Facebook: “Vi racconto la mia storia”

La notte dell’omicidio di Meredith Kercher chi era presente nella villetta in via della Pergola a Perugia? Perché Rudy Guede era andato dalla studentessa? E cosa ha visto e sentito l’ivoriano? Lo ha raccontato lui stesso in un’intervista rilasciata in esclusiva a Franca Leosini per “Storie Maledette”. E adesso sbarca anche su Facebook: «Da oggi inizio a raccontarvi la mia storia»

Caso Meredith, Rudy Guede sbarca su Facebook: "Vi racconto la mia storia"

Imputato di una delle vicende processuali più discusse degli ultimi tempi, quella dell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, avvenuto nella notte dell’1 novembre 2007, Rudy Guede è l’unica persona che fino ad ora non aveva mai parlato, oltre che essere l’unico vero colpevole, secondo la legge, in concorso con ignoti. Ma ieri, dopo l’intervista rilasciata a Franca Leosini per “Storie Maledette”, andata in onda su Raitre alle 21.05, ha finalmente raccontato la sua versione dei fatti, dichiarandosi totalmente innocente. E al termine della puntata l’ivoriano è sbarcato anche su Facebook con un profilo gestito dal Centro per gli studi criminologici di Viterbo. Come foto copertina un paesaggio collinare, poi link agli articoli che parlano di lui, commenti e un centinaio di like. «Da oggi inizio a raccontarvi la mia storia», scrive Rudy sul social. E lo aveva già fatto con Franca Leosini, in un’intervista in esclusiva per la prima puntata del programma Rai. «Ha scelto di parlare con me gratuitamente per la credibilità e il rigore», ha detto la giornalista dopo la messa in onda.

«Se sono entrato in quella casa è solo perché mi ha aperto Meredith» – Rudy Guede, attualmente detenuto nel carcere di Mammagialla per l’omicidio di Meredith, dove sta scontando 16 anni di pena, ha finalmente spiegato la sua versione, raccontando come siano andate realmente le cose quella tragica notte di 8 anni fa, al n.7 di via della Pergola, a Perugia. Ha svelato chi era presente in quell’abitazione, cosa ha visto e le voci che ha sentito. «Se sono entrato in quella casa di via della Pergola la sera del primo novembre 2007 è solo perché mi ha aperto Meredith. Non perché mi sono arrampicato o mi hanno aperto Raffaele Sollecito e Amanda Knox», ha detto l’ivoriano specificando che aveva conosciuto Meredith ai primi di ottobre e di averla incontrata altre volte per locali. «La sera di Halloween c’eravamo messi d’accordo per vederci il giorno dopo. Mi sono presentato a casa sua solo per questo motivo», ha continuato. Poi sarebbe andato in bagno e avrebbe ascoltato un po’ di musica con le cuffiette, prima di sentire Amanda Knox e Meredith discutere per una questione di soldi. «Ho riconosciuto la voce di Amanda al 101 per cento. Poi ho sentito un urlo fortissimo mentre ascoltavo l’i-pod a volume altissimo. Una voce straziante», ha spiegato Rudy.

Presente un altro uomo
Nella villetta durante l’omicidio anche la presenza di un uomo, del quale però l’ivoriano non ha fatto il nome. Più volte ha ribadito di non aver ucciso la studentessa inglese, ma di essere molto rammaricato per non averla soccorsa. «Meredith deve avere ancora giustizia e qualcuno dovrebbe dargliela», ha concluso.



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