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Catania: 6 arresti per usura, clan mafioso aveva finanziato il film poliziesco “Nero infinito”

La polizia di Stato di Catania ha sgominato un giro di usurai legato alla mafia all’ombra dell’Etna; tra i vari dettagli usciti fuori dall’operazione, anche quello di un film finanziato con i soldi a strozzo dei clan, “Nero infinito”

Catania: 6 arresti per usura, clan aveva finanziato il film poliziesco "Nero infinito"

C’e anche un film tra le attività finanziate con i soldi del giro di usurai scoperto dalla polizia di Stato di Catania, al punto che l’operazione che ha portato all’arresto di sei soggetti è stata chiamata con il titolo della pellicola, “Nero infinito”. I capi di accusa nei confronti delle persone arrestate sono estorsione e usura portate avanti con modalità mafiose; e il film prodotto con i soldi sporchi di questo giro è uno degli aspetti più curiosi di questa operazione, che ha portato all’arresto di alcuni esponenti dei clan catanesi Piacenti e Mazzei. Uscito nel 2013, “Nero infinito” ha come protagonisti Francesca Rettondini, Rosario Petix e Egle Doria ed è la storia di Dora Pelser, una scrittrice di romanzi thriller molto famosa, ma nella cui città meridionale iniziano ad avvenire alcuni efferati omicidi, commessi da un serial killer ispirandosi proprio alle pagine dei libri della Pelser. Sul caso indagano due poliziotti che sospettano di un giovane barista con l’hobby della videocamera.

Film prodotti con soldi illeciti
Lasciando la trama del film per tornare alla realtà, la pellicola fu prodotta dall’imprenditore Antonio Chiaramonte, poi divenuto testimone di giustizia, attivo nella ristorazione e gestore di una sala da ballo, nonchè produttore di pellicole a tempo perso. Ma appunto alcuni film, tra cui “Nero infinito”, pare siano stati realizzati con proventi illeciti provenienti da questo giro di usura. Chiaramonte era finito nel mirino della cosca Piacenti nel 2004 quando contrasse un debito quantificato, interessi compresi, in 600mila euro a fronte di un prestito pari a un terzo di quella cifra. Vistosi alle strette, Chiaramonte si rivolse a Franco Raciti, uomo di fiducia dei Mazzei, per aggiustare la questione bloccando gli interessi, ma successivamente Raciti pretese a sua volta e per il suo clan il pizzo per le attività che l’imprenditore gestiva.

Gli arrestati nell’ambito dell’operazione sono: Rosario Piacenti, 49 anni, sua madre Salvatrice Viola di 66 anni del clan Piacenti, Sebastiano “Nuccio” Mazzei, 44enne figlio del capomafia Santo, Franco Raciti, 49 anni, Lucio Stella, 41 anni (tutti e tre del clan Mazzei) e Sebastiano D’Antona, 44 anni.



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