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Ciao Darwin nella bufera: a Torino casting per “omofobi e razzisti”

Ciao Darwin a Torino cerca “uomini o donne contrari all’integrazione degli stranieri in Italia o ai diritti delle unioni gay”. È polemica: «Uno schiaffo al rispetto delle persone e dei diritti di tutti»

Ciao Darwin nella bufera: a Torino casting per "omofobi e razzisti"

Dopo sei anni di assenza ritorna “Ciao Darwin”, lo show condotto da Paolo Bonolis e lanciato nel 1998 con lo scopo di tracciare un identikit dell’uomo dei nostri tempi, riproducendo in maniera volutamente ridicola il meccanismo di selezione naturale teorizzato appunto da Charles Darwin. Bonolis, così come Mediaset e Canale 5, scommette sul programma, ormai giunto alla sua settima edizione, come uno dei titoli di punta della prossima primavera, ma non mancano però le polemiche. La divertente ricerca antropologica che da anni diverte il pubblico mettendo a confronto categorie completamente diverse l’una dall’altra sta infatti rischiando un rallentamento dopo i casting che si sono svolti il 12 gennaio scorso negli studi della Film Commission, fondazione creata dal Comune e dalla Regione, dove è stata richiesta la partecipazione di omofobi e razzisti, o precisamente, come si legge nell’annuncio, “persone contrarie all’integrazione degli stranieri in Italia” e “persone contro i diritti delle unioni gay”. A fine dicembre il direttore di rete Giancarlo Scheri aveva parlato di Ciao Darwin7 come «un’edizione, se possibile, ancor più al passo coi tempi, dirompente e ironica». Ma le polemiche per la ricerca dei partecipanti che andranno a formare le suddette categorie all’interno dello show non sono tardate ad arrivare. A sollevare il polverone è stata Monica Cerutti, assessore piemontese alle Pari opportunità: «Si tratta di un vero e proprio schiaffo al rispetto delle persone e dei diritti di tutti. È inaccettabile che in un momento nel quale l’odio nei confronti del diverso è sempre maggiore, ci siano programmi televisivi che vogliono alimentare xenofobia e omofobia». A protestare anche Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in Vigilanza Rai: «#CiaoDarwin cerca razzisti e omofobi? Si rimane nel vecchio schema dei luoghi comuni, idea infelice e di cattivo gusto, che banalizza tutto».

«Eventuale puntata con gli omofobi solo una scemenza»
Si associa a loro il coordinatore di Torino Pride, Alessandro Battaglia, intenzionato a chiedere al Consiglio regionale di denunciare il caso all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali: «Io sono per il confronto sempre e comunque, ma quello che per gli autori di Ciao Darwin può essere un gioco poi si trasmette nella vita di alcune persone». «In passato – ha aggiunto – avevo guardato la puntata in cui si confrontavano gli eterosessuali contro gli omosessuali. Quello è un conto, ci può stare, ma un’eventuale puntata con gli omofobi è una scemenza. E non mancheranno sicuramente le battute omofobe. È inaccettabile». E infine si chiede: «Come si selezionano razzisti e omofobi? Cercano qualcuno che nel curriculum abbia scritto di aver menato una coppia gay?».

Dalla società di produzione: «Non è assolutamente vero, non cerchiamo persone così» – A rispondere alle polemiche è Tiziana Orsini, autrice e responsabile dei provini, che riferisce che queste dicerie sono del tutto false: «Non è assolutamente vero, noi non cerchiamo persone così». E in effetti negli annunci dei prossimi provini, che si terranno a Roma, Milano, Napoli e Bari, tra le categorie richieste non c’è scritto “omofobi e razzisti”, ma “appartenenti alla comunità Lgbt” e “African, Chinese, Bangladeshi, Indian, Romanian and Gipsy People”.



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