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Cinema, Claudia Cardinale si racconta: “Io, il cinema, i grandi registi e la mia carriera”

Claudia Cardinale si racconta durante un’intervista in occasione dei quarant’anni dalla morte di Luchino Visconti (17 marzo 1976) e della proiezione della versione restaurata di “Rocco e i suoi fratelli”: la fortuna di recitare nel periodo d’oro del cinema italiano e l’incontro con i grandi registi

Cinema, Claudia Cardinale si racconta: "Io, il cinema, i grandi registi e la mia carriera"

In occasione del quarantennale della morte di Luchino Visconti (17 marzo 1976) e della proiezione della versione restaurata dalla Cineteca di Bologna di “Rocco e i suoi fratelli”, Claudia Cardinale ha accettato di raccontare tutta la sua vita nel corso di un’intervista per “La Repubblica”. Nata a Tunisi nel 1938 da genitori siciliani e attualmente residente a Parigi, Claudia ha ricordato proprio tutto a partire dal suo esordio: vinse a sedici anni il titolo di “Italiana più bella di Tunisi” e il premio fu partecipare alla Mostra del cinema di Venezia, che fu anche la prima volta in cui mise piede sul suolo italiano: «Davano tutti per scontato che avrei fatto l’attrice – ha raccontato – ma io non volevo saperne all’inizio». Ma nel 1958 torna in Italia con tutta la famiglia e riesce ad entrare al Centro Sperimentale di Cinematografia, che però abbandona quasi subito a causa della sua insicurezza motivata dal pesante accento francese: «Non riuscivo a controllarlo e a migliorare la dizione, mi ero scoraggiata».

I grandi film
In effetti, fino ai primi anni Sessanta fu sempre doppiata, a cominciare dal suo esordio al cinema con “Un maledetto imbroglio” del grande Pietro Germi (eh sì, iniziò subito in pole position), ma il ruolo che la pose all’attenzione del pubblico fu quello di Carmela, la sorella di uno dei componenti dei “Soliti ignoti” (1958) di Mario Monicelli, il siciliano Ferribbotte: «Parlavo così poco italiano che non riuscivo mai a capire bene cosa succedesse sul set – ha ricordato – e non capivo neanche come fosse il mestiere di fingere. A Renato Salvatori sbattei davvero la porta in faccia in una scena!». Da lì in poi, la sua carriera prese il volo: dopo “Il Bell’Antonio” di Mauro Bolognini (dove rifiuta di sposare addirittura Marcello Mastroianni), nel 1960 arrivano l’incontro con Luchino Visconti e la performance in uno dei suoi capolavori, “Rocco e i suoi fratelli”, dove ritrova Renato Salvatori e conosce il futuro amico Alain Delon. Con Delon lavorerà anche nell’altro capolavoro viscontiano, “Il Gattopardo”, dove formeranno la coppia glamour per eccellenza, Tancredi e Angelica: «Visconti voleva che ci mettessimo insieme, dato che avrebbe procurato molta pubblicità al film – ha detto – addirittura, pretendeva che ci baciassimo con la lingua nelle scene clou, ma non ci siamo mai riusciti!».

La carriera in America
L’anno del “Gattopardo”, il 1963, fu un anno intenso per Claudia: fece la spola tra la Sicilia e Roma per poter lavorare sia nel film di Visconti che in “8 e 1/2” di Federico Fellini, la prima pellicola in cui non fu doppiata: «Visconti e Fellini praticamente litigarono per avermi – ricorda – all’epoca non gradivano affatto doversi dividere un’attrice una settimana sì e una no, ma poi si chiarirono e diventarono grandi amici». In quello stesso anno recitò ne “La ragazza di Bube” che le valse il suo primo premio, il Nastro d’Argento come migliore attrice protagonista. Poi fu la volta del suo primo film americano, ma girato in Italia, “La pantera rosa”, prima puntata della saga con il grande Peter Sellers, e diretta da Blake Edwards. Poi volò a Hollywood per lavorare con attori come Marlon Brando («mi presi pure una bella cotta per lui, ma non provai minimamente ad incoraggiarlo e me ne sono pentita!»), Rock Hudson, John Wayne e Rita Hayworth. Poi il ritorno in Europa; in tutto, ha girato 155 film, come “C’era una volta il West” di Sergio Leone, “Il giorno della civetta” di Damiano Damiani, “Bello, onesto, emigrato in Australia sposerebbe compaesana illibata” di Luigi Zampa al fianco di Alberto Sordi, fino a “Fitzcarraldo” di Werner Herzog con Klaus Kinski, girando praticamente in tutto il mondo: «Io sono e mi sento italiana, ma sono anche nata in Tunisia e il mio cuore vi torna sempre» ha concluso.



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