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Commissione Ue boccia la legge di stabilità: “L’Italia danneggia crescita con tasse sul lavoro”

Bocciata la legge di stabilità appena varata dal governo Renzi da parte della Commissione Europea. Secondo il vicepresidente l’Italia danneggia la crescita con tasse sul lavoro invece di spostarle di quelle proprietà

Commissione Ue boccia la legge di stabilità: "L'Italia danneggia crescita con tasse sul lavoro"

Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea ed ex primo ministro della Lettonia, in merito alla legge di stabilità varata dal governo Renzi ha bacchettato sul fatto di non prestare ascolto ai consigli della Commissione europea su tasse e lavoro. «In linea generale – spiega Dombrovskis – la Commissione consiglia agli Stati di spostare la tassazione dal lavoro a tasse che danneggiano meno la crescita come quelle sulla proprietà, sui consumi e sul capitale», ma «l’Italia non sta andando in questa direzione e ora dobbiamo discutere con le autorità italiane quali sono le ragioni di questa scelta e le potenziali implicazioni». «L’esecutivo dell’Unione Europea ha diverse settimane per analizzare e arrivare alle nostre conclusioni sui progetti di bilancio e sulle richieste avanzate da alcuni Stati per usare flessibilità per l’attuazione delle riforme, per la spesa per investimenti e le spese addizionali per far fronte alla crisi dei rifugiati».

Rimane la Legge Fornero
Non ci va più leggero il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle che attraverso la propria pagina Facebook scrive: «La nuova legge di stabilità parla di un’Italia con il segno più: più slogan, più annunci, più balle. Niente abolizione Legge Fornero, niente Reddito di Cittadinanza, niente aiuti alle imprese ma solo annunci per il 2017, niente soldi alla sanità (con 2 miliardi in meno rispetto all’invecchiamento della popolazione)».

Manovra attenta agli interessi più forti
Un attacco arriva anche dell’ex deputato Pd Stefano Fassina, secondo cui «dietro i fuochi d’artificio del governo, i titoli noti rendono evidente il fine elettorale, giocato su maggiore iniquità sociale e altri colpi al welfare». In questo Paese c’è «urgente necessità di un piano per il lavoro. Arriva invece una manovra senza impatto espansivo, attenta agli interessi più forti». Questa legge di stabilità «è una manovra berlusconiana per segno elettorale e sociale».



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