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Coppia dell’acido, Boettcher per la prima volta in aula: “Sono innocente, mi dissocio dai reati”

Si è aperto ieri mattina il processo per le aggressioni con l’acido a Milano, che vede come unico imputato l’ex broker Alexander Boettcher, ex compagno di Martina Levato, a sua volta condannata a 16 anni con il rito abbreviato per le aggressioni

Coppia dell'acido, Boettcher per la prima volta in aula: "Sono innocente, mi dissocio dai reati"

Ieri mattina si è aperto al tribunale di Milano il processo che vede come unico imputato l’ex broker Alexander Boettcher per le aggressioni con l’acido a Stefano Savi e Giuliano Carparelli, commesse nella città meneghina con la complicità di Martina Levato, ex compagna di Boettcher, e Andrea Magnani, condannati con il rito abbreviato, rispettivamente, a 16 e 9 anni nelle scorse settimane. E l’udienza è stata seguita anche dall’avvocato difensore dell’ex studentessa bocconiana, Alessandra Guarini, la quale ha anche raccontato il percorso di pentimento della sua assistita iniziato proprio due settimane fa dopo la condanna a 16 anni, che si aggiunge alla prima di 14; il legale ha raccontato come la Levato adesso inizi a rendersi conto e a nutrire dubbi sul ruolo di Boettcher, compagno con il quale aveva creato una simbiosi pericolosa e di cui si era anche tatuata le iniziali su una guancia, padre del suo bambino. Più che un pentimento, questo sembra essere più una presa di distanza, anche perchè i due sono indissolubilmente legati persino dalla sentenza che li ha riconosciuti colpevoli di associazione a delinquere.

La presa di coscienza di Martina e le parole di Alexander
«Se non avessi mai incontrato Alexander Boettcher, tutto questo non sarebbe mai accaduto; voglio che capisca il male che mi ha fatto» ha dichiarato, tramite il suo legale, Martina Levato. E’ come se ci fosse una sorta di diffidenza verso le strategie processuali dei difensori di Boettcher: «Lei si aspetta che anche lui riesca a mettere a posto quelle parti disfunzionali che li hanno portati a compiere quello che hanno fatto – ha dichiarato l’avv. Guarini – lei mi ha detto, e lo ha riferito ai giudici, che era esasperata dall’inferno che lui creava quotidianamente». Il legale ha inoltre aggiunto che la sua assistita con Boettcher si è sempre sentita come una bomba a mano a cui era stata tolta la sicura, insomma vuole capire se lui si renderà mai conto di averla portata all’esasperazione. Intanto, ieri mattina Boettcher ha preso per la prima volta la parola da quando è stato arrestato, rispondendo alle domande dei giudici: «Io sono innocente, credo di avere delle responsabilità solo nel rapporto di coppia, ma sono lontano anni luce dai reati commessi e dai quali mi dissocio». L’ex broker ha inoltre negato di aver mai brandito un martello nel corso dell’aggressione a Pietro Barbini. Infine, hanno anche parlato i periti medici di parte civile nominati dalla famiglia di Stefano Savi, il primo ragazzo sfigurato dall’acido, i quali hanno raccontato delle gravi conseguenze fisiche e psicologiche che il giovane subirà purtroppo per tutta la vita sul lavoro e nelle relazioni sociali, aggiungendo anche come le cure per lui siano sostenute economicamente dai soli familiari, comprese le maschere di silicone che deve indossare per favorire la guarigione dalle cicatrici, le quali costano 800 euro ciascuna.



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