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Coppia dell’acido, riduzione di pena per la Levato. I giudici: “È cambiata”

Le avevano ridotto la pena a 12 anni, adesso vengono rivelate le motivazioni dei giudici della terza Corte d’Appello: «Martina Levato subiva la fascinazione di Boettcher, per compiacerlo era pronta a tutto. Adesso è cambiata, ha chiesto scusa ed è meritevole di attenzioni e apprezzamenti»

Coppia dell'acido, riduzione di pena per la Levato. I giudici: "È cambiata"

«Martina Levato è cambiata». È quanto scritto dai giudici della Terza Corte d’Appello nelle motivazioni della sentenza con cui, il 21 aprile, hanno ridotto a 12 anni la pena all’ex studentessa bocconiana, accusata insieme al suo ex compagno Alexander Boettcher per le aggressioni a base di acido a Milano. Confermata invece la condanna a 14 anni di reclusione per il giovane broker, cosa che mette ben in evidenza la differenza di posizione dei due ragazzi: lui manipolatore, lei totalmente succube del suo fascino e pronta a tutto per compiacerlo. «Martina Levato è cambiata e nell’ultimo anno ha avuto un’evoluzione personale meritevole di attenzione e apprezzamento», scrivono i giudici parlando della rottura definitiva della ragazza con il coimputato. «La Levato ne subiva la fascinazione – sottolineano – e per compiacerlo era pronta a tutto. Anche a cancellare il volto con l’acido ai suoi ex». «E’ bene vero – si legge ancora – che Martina Levato segue e si allinea, con piena cognizione e lucidità, alle dinamiche psichiche di Boettcher, accettando anche azioni estreme, intrise di violenza contro di sé (i tatuaggi, la scarnificazione, la coprofagia) e contro terzi soggetti». Ma è vero anche, secondo i giudici, che «la natura degli atti subiti sul proprio corpo porti a cogliere un aspetto di marcata dominazione di Boettcher nei confronti della Levato». La ragazza si sentiva infatti inferiore all’ex compagno, anche e soprattutto esteticamente e per ordine sociale, e cercava disperatamente di essere alla sua altezza, compiacendolo in tutto e non tirandosi indietro neppure nella folle richiesta di sfregiare i suoi ex. Martina, che difendeva sempre a spada tratta Boettcher, a poco a poco è riuscita però a distaccarsi da lui, fino ad accusarlo di essere il regista dei reati per i quali sono imputati.

Ora spera nell’affidamento del figlio: «Pronta a tutto pur di averlo con me»
E la stessa maturità l’ha mostrata giovedì ai giudici del tribunale dei minori, con la speranza di ottenere l’affidamento del figlio, avuto da Boettcher nell’agosto dell’anno scorso. «Sono pronta a tutto pur di tenere il mio bambino, anche a trasferirmi nel carcere di un’altra città», ha detto la ragazza. Durante l’incontro ha chiesto più volte scusa per quanto commesso: «Ho compiuto atti gravissimi e mi assumo le mie responsabilità. So di aver distrutto la vita a quei poveri ragazzi e compromesso per sempre la serenità delle loro famiglie. So anche di aver distrutto la mia famiglia. Sono molto dispiaciuta per quello che ho commesso e mi fa orrore. Vorrei che anche Alexander si prendesse le sue responsabilità». I giudici dovranno adesso sentire anche il padre del bambino, dopo fisseranno una data perché le parti depositino le loro conclusioni. La decisione potrebbe arrivare già prima della fine dell’estate.



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