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Corea del Sud, violenta il marito per 29 ore: accusata per reato di “stupro coniugale”

La donna è sotto accusa per aver barricato in casa il marito costringendolo ad avere rapporti per 29 ore consecutive. Il tribunale sudcoreano emetterà presto il verdetto finale per il reato di “stupro coniugale”

Corea del Sud, violenta il marito per 29 ore: accusata per reato di "stupro coniugale"

Stuprato per 29 ore consecutive. Una vera atrocità. Ma c’è anche dell’assurdo nella vicenda, e cioè che a farlo è stata la moglie, una donna sudcoreana di 40 anni adesso accusata di aver barricato il marito in casa per più di un giorno costringendolo ad avere rapporti con lei ininterrottamente. La 40enne, di cui non è stato rivelato il nome per motivi di privacy, è stata accusata dalle autorità locali di violenza sessuale. A detta di molti media asiatici, si tratterebbe del primo caso in assoluto in Corea del Sud dal momento che il reato di “stupro coniugale” è stato codificato nel Paese solo due anni fa, nel 2013. Da quanto riportato dalla Procura di Seul pare che la donna, colpita improvvisamente da una passione irrefrenabile, ha chiuso il marito in casa, dove lo avrebbe costretto a “letto” per 29 ore consecutive. Molti hanno appreso divertiti la notizia, ma questa è stata ritenuta una violenza vera e propria dal tribunale sudcoreano, soprattutto perché la “vittima” non aveva neanche la possibilità di divincolarsi. Lui stesso ha infatti testimoniato che la moglie lo minacciava persino con un’arma ogni qualvolta si rifiutava di sottostare ai suoi voleri.

Il verdetto finale verrà adesso emesso dal tribunale, che già recentemente ha condannato un cittadino della Corea del Sud per aver commesso lo stesso tipo di reato su sua moglie. Un’altra sentenza di assoluzione è stata invece emessa per una donna accusata dello stesso reato, che aveva drogato il marito prima di minacciarlo con un martello, per costringerlo ad avere rapporti con lei. «Non ho commesso nessuna violenza», aveva detto in sua difesa.



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