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“Corona è cambiato” e può tornare a casa: confermato l’affidamento ai servizi sociali

L’ex agente fotografico è stato affidato ai servizi sociali sul territorio. Potrà quindi lasciare la comunità di don Mazzi e tornare al suo domicilio. Ai giudici aveva chiesto un ultima opportunità per dimostrare di essere veramente cambiato

"Corona è cambiato" e può tornare a casa: confermato l'affidamento ai servizi sociali

Fabrizio Corona è (quasi) libero e può finalmente tornare a casa. Il tribunale di sorveglianza di Milano ha deciso infatti di affidarlo ai servizi sociali sul territorio ed è dunque autorizzato a lasciare la comunità di don Mazzi, Exodus, nella sede staccata di Gallarate (Varese), e tornare al suo domicilio. Condannato per diversi reati, l’agente fotografico durante l’udienza in cui i giudici dovevano confermare o meno il suo affidamento ai servizi sociali, concessi all’ex paparazzo lo scorso giugno, ha assicurato ai giudici di essere un uomo diverso: «Sono cambiato, fidatevi. Sono un uomo nuovo». E lo ha ribadito più volte nell’udienza tenutasi giovedì davanti a un collegio di giudici della Sorveglianza cui chiedeva solo «un’altra opportunità per poterlo dimostrare». Opportunità che alla fine gli è stata concessa. «Il Fabrizio Corona che conoscevate voi prima, non c’è più», aveva aggiunto il suo avvocato, Ivano Chiesa, spiegando inoltre che le relazioni scritte dal Sert (il servizio per le tossicodipendenze) e dall’Uepe (l’Ufficio esecuzione penale) erano tutte favorevoli. Così i giudici hanno alla fine confermato l’affidamento dell’ormai ex bad boy, con la possibilità di svolgerlo sul territorio. Dunque non sarà più necessario per lui rimanere in comunità con don Mazzi, ma potrà tornare a casa sua. Tuttavia dovrà seguire alcune disposizioni relative all’affidamento in prova.

Affidamento, ma gli restano altri 4 anni da scontare
Corona, assistito dai legali Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra, lo scorso giugno, dopo due anni e mezzo di detenzione, era uscito dal carcere per essere affidato alla comunità Exodus di don Mazzi a Lonate Pozzolo, in provincia di Varese. Il giudice, in quell’occasione, gli aveva concesso l’affidamento per una serie di ragioni, tra cui l’assenza di pericolosità sociale e il passato di tossicodipendenza dell’ex agente fotografico. A Fabrizio rimangono comunque altri 4 anni da scontare prima di essere definitivamente libero.



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