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Damasco: kamikaze Isis si fanno esplodere vicino al santuario, oltre 50 morti e 110 feriti

Il santuario di Damasco di nuovo protagonista dell’ennesima tragedia. Già nel febbraio 2015 due attacchi terroristici causarono un numero elevato di morti. Nell’attacco di ieri, rivendicato dall’Isis, hanno perso la vita oltre 50 persone e 110 sono rimaste ferite

Damasco: kamikaze Isis si fanno esplodere vicino al santuario, oltre 50 morti e 110 feriti

L’attentato è avvenuto vicino al Sayyidah Zainab Shrine, a sud della capitale di Damasco, in Siria. In una prima ricostruzione, da parte dell’agenzia di Stato Sana, i terroristi hanno fatto esplodere il primo ordigno vicino alla stazione degli autobus. Una volta che i passanti e le squadre di soccorso si sono precipitate a prestare i primi aiuti, i rivendicatori dell’Isis si sono fatti esplodere, causando oltre 50 morti e 110 feriti. Il mausoleo moschea è il luogo di sepoltura della nipote del profeta Maometto ed è meta di pellegrinaggio per gli sciiti, non solo siriani. È stato già protagonista per ben due volte, nel febbraio 2015, di attentati kamikaze. Quattro persone morirono in due attacchi suicidi e altre 13 rimasero ferite vicino ad un check-point nello stesso quartiere. Solo qualche giorno dopo un’esplosione su un bus, sul quale viaggiavano pellegrini sciiti diretti al mausoleo di Sayyida Zeinab, provocò 9 morti. «Non accetteremo mai la rimozione di due gruppi di combattenti islamici dalla lista delle organizzazioni terroristiche bandite dai colloqui sulla Siria in corso a Ginevra», lo ha annunciato il ministro dell’informazione siriano Omar el Zoubi. Ahrar al-Sham, uomini liberi della Grande Siria, gruppo armato siriano che raduna varie formazioni minori d’impronta ideologica islamista, salafita e l’esercito dell’Islam, hanno dato il loro consenso a partecipare ai colloqui sotto protezione dell’Onu.

Ahrar al Sham ha nominato come suo negoziatore Mohammed Alloush dell’Esercito dell’Islam – Ahrar al Sham non fa parte della delegazione mandata a Ginevra, ma ha nominato come suo negoziatore Mohammed Alloush dell’Esercito dell’Islam. Il regime di Damasco e di Mosca non sono d’accordo.



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