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David Bowie: nel suo ultimo singolo diventa ‘Lazzaro’ e si fa profeta della sua morte

Nei testi di David Bowie ora si evincono segnali e tematiche di morte, notato solo ora dai suoi fan e dallo staff che ha collaborato alla realizzazione di “Blackstar”, la sua opera testamento

David Bowie: nel suo ultimo singolo diventa 'Lazzaro' e si fa profeta della sua morte

David Bowie muore a 69 anni a New York per via di un cancro incurabile allo stomaco. E mentre in tutto il mondo dal Perù al Giappone, i famigliari ricevono cordoglio e omaggi da ogni persona che ha avuto modo di stimare il suo profondo lavoro in tutti i suoi cinque decenni di carriera, sono in molti che vedono nel suo ultimo lavoro, le molte metafore pre-morte che cercavano di comunicare il suo prossimo trapasso. Nessuno, a parte i suoi famigliari più vicini, hanno mai saputo nulla sulla sua malattia, anche perché ‘The Thin White Duke’, come si faceva chiamare, che prende nome dall’interpretazione che ha svolto nel film “L’uomo che cadde sulla terra” del 1973, era molto riservato e non concedeva spesso interviste. David Bowie era ad un passo dal compiere i suoi 69 anni il 10 gennaio e proprio l’8 di questo mese è uscito il suo ultimo album, Blackstar, quello che in molti considerano il suo testamento. Anche stavolta, il cantante camaleontico ha svolto un’interpretazione magistrale nel video del singolo Lazarus: Bowie impersona quello che sembra essere un pazzo a letto, bendato e al posto degli occhi due viti, in quello che sembra un ospedale psichiatrico. Il cantante, nel suo video ha una interpretazione tra l’enigmatico e il misterioso. Pubblicato l’8 gennaio, nel video diretto da Johan Renck si mostra il cantante smagrito, e morente ma che come un Lazzaro, come dice il testo della canzone, risorgerà e sarà libero.

Il produttore Tony Visconti: «Ho capito troppo tardi quei testi sulla morte» – Quando hanno prodotto Blackstar, tutti coloro che lavoravano per l’album si erano già accorti che i suoi temi principali erano la morte e le problematiche della vita, ma la scusante è stata che i testi di Bowie sono sempre stati piuttosto oscuri e misteriosi, e quindi nessuno ci si era soffermato più di tanto. Oltretutto Blackstar è un prodotto artistico non un testo in prosa e cercare di cavarne informazioni o messaggi è stato più difficile del previsto rispetto agli altri brani dell’artista. Ma in questi ultimi due giorni i pensieri dei fans e dello staff musicale di Blackstar sono cambiate, anche grazie a un post su Facebook di Tony Visconti, lo storico produttore di Bowie. Poco dopo la notizia della sua morte, Visconti ha espresso la sua tarda intuizione ai fans di “Halloween Jack”, altro personaggio di Bowie, che Blackstar è stato un testamento preparato con molta attenzione in vista della sua morte imminente: «Ha sempre fatto quello che voleva fare. E ha voluto farlo in questo modo, e voleva farlo nel modo migliore. La sua morte non è stata diversa dalla sua vita: un’opera d’arte. Ha fatto Blackstar per noi, è stato il suo regalo di addio. Non ero preparato, è stato un uomo straordinario, pieno di amore e di vita. Sarà sempre con noi. Ora possiamo piangere».

I fan: «Erano ovvie le metafore nella sua ultima raccolta» – In molti dei suoi ultimi brani, come spiegato anche dal produttore e dal regista Johan Renck, Bowie ha cercato di mostrare tematiche di trapasso e pessimismo, tematiche che hanno notato ancor prima anche i fans che come tutti non sapevano nulla della malattia portata avanti da Bowie da un anno e mezzo a questa parte. In Blackstar, video di 10 minuti, si notano riti esoterici e religiosi, di sacerdotesse che officiano un funerale per un’astronauta, un Bowie senza bende circondato da tre spaventapasseri che, mossi dal vento, danno l’idea di tre corpi crocifissi. La solitary candle, citata più volte da Bowie nel testo per i fans rappresentava la vita dell’autore, come un’enorme candela che si consuma progressivamente. Anche Lazarus, l’ultimo singolo uscito il 20 novembre scorso, per i suoi sostenitori è una prova del fatto che Bowie volesse dire qualcosa: nel brano si parla di Lazzaro, personaggio biblico che dopo esser morto da circa cinque giorni, resuscita grazie a Gesù Cristo. E sebbene nel brano non ci sono riferimenti biblici, sembra parlare di una persona in difficoltà che è già mezzo morto per via del dolore fisico. Nella canzone sembra esserci anche una sorta di “consolazione” per tutti i suoi fan, quasi una promessa: «You know, I’ll be free, Just like that bluebird», tradotto come: «Sai che sarò libero, proprio come un uccello». Che siano metafore o no, l’artista con alle spalle 50 anni di carriera, lascia un vuoto incolmabile in qualunque suo fan e non che abbia avuto modo di conoscere la sua eccentrica personalità notando come in tutti i personaggi da lui creati, è riuscito ad unire teatralità e musica assieme alla voglia di scuotere il mondo. E l’ha fatto.



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