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Delitto Yara, sentito in aula il figlio 15enne di Bossetti: chiesta nuova perizia per il dna

E’ stato sentito uno dei tre figli di Massimo Bossetti nel corso di una nuova udienza per l’omicidio di Yara Gambirasio; intanto, i legali del carpentiere hanno chiesto una nuova perizia del dna rinvenuto sul corpo della ragazzina. Ricostruito il posizionamento delle celle telefoniche

Delitto Yara, sentito in aula il figlio 15enne di Bossetti: chiesta nuova perizia per il dna

Nel corso di una nuova udienza del processo per l’omicidio di Yara Gambirasio, commesso nel 2010 a Brembate (Bergamo), è stata ascoltata la testimonianza del figlio maggiore di Massimo Bossetti, il carpentiere unico imputato per il delitto, il 15enne Nicolas. L’audizione del ragazzo è stata a porte chiuse, data la sua minore età, con presenti solo la giuria e le parti. Intanto, la difesa del carpentiere ha chiesto una nuova perizia sul dna, considerato la prova fondamentale; non solo quello rinvenuto sul cadavere di Yara, ma anche quello trovato sul furgone, le tracce di materiale edile trovate sotto le suole delle scarpe e i filmati del furgone Daily bianco che la sera della scomparsa della tredicenne va su e giù per le strade di Brembate. In tutto, sono cinque le perizie chieste: una genetica, una sull’allineamento dell’orario delle telecamere, una sulle fibre, una sulle sfere di materiale edile e infine una perizia medico-legale.

Le celle telefoniche
Come è noto, per i legali di Bossetti la precedente perizia sul dna presenta molte anomalie; inoltre, tra i testimoni ascoltati in aula all’ultima udienza c’è stato anche il consulente informatico della difesa Luigi Nicotera, che ha ricostruito il posizionamento dei cellulari di Yara e Bossetti la sera della scomparsa, il 26 novembre 2010: secondo la ricostruzione, il cellulare di Bossetti alle 17.45 aggancia una cella telefonica di via Natta a Mapello, mentre Yara riceve un messaggio alle 18.53 agganciando un altro settore della stessa cella. Ma i due, secondo il perito, potevano essere anche distanti in quanto quella cella copre una zona molto ampia (dai 2 ai 5 km quadrati). Poi, Yara per le 18.49 esce fuori dalla palestra e alle 18.55 il suo cellulare aggancia una cella a nord dell’impianto sportivo, ma non quella del campo di Chignolo d’Isola. Sempre secondo Nicotera, Bossetti negli anni successivi al delitto non cambiò mai modalità o abitudini nel chiamare le stesse persone al cellulare e con la stessa frequenza.



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