Scroll to Top

Di Pietro su Virginia Raggi: “Solidarietà. Criminalizzata prima del tempo perchè fuori dal sistema”

«Si stanno facendo degli accertamenti, ma come al solito quando capita a una persona che è al di fuori del sistema lo si criminalizza prima del tempo, quando capita a una persona del sistema può essere pure condannata con sentenza passata in giudicato che rimane sempre una brava persona»

Di Pietro su Virginia Raggi: "Solidarietà. Criminalizza prima del tempo perchè fuori dal sistema"

Antonio Di Pietro è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. per dire la sua sulla vicenda che ha coinvolto la sindaca di Roma, Virginia Raggi: “Si stanno facendo degli accertamenti, ma come al solito quando capita a una persona che è al di fuori del sistema lo si criminalizza prima del tempo, quando capita a una persona del sistema può essere pure condannata con sentenza passata in giudicato che rimane sempre una brava persona. L’ho vissuta sulla mia pelle questa cosa, solidarietà a Virginia Raggi. Non condivido invece la scelta di Grillo sulla comunicazione, che è anche difficile da gestire. La libertà di pensiero è fondamentale, non si può impedire ai parlamentari di esprimere le proprie idee. Se l’avesse fatta Renzi una richiesta del genere anche Bersani e Speranza gli avrebbero fatto una pernacchia”.

Sulla riabilitazione di Craxi
“E’ un cattivo esempio addirittura mettere una targa per ricordare una persona che è stata condannata per reati comuni come la corruzione e l’illecito finanziamento. Sotto al nome di Craxi, sulla targa, ci devono scrivere quel che è stato e cioè ‘pregiudicato’. Una targa a Craxi non la farei, sul piano politico sappiamo quel che ha fatto, anche di buono, ma ha portato avanti interessi personali anche in modo illecito, è stato condannato a diversi anni di carcere, ha fatto il latitante, non potrà mai essere un esempio”.

Sulla Pedemontana
“E’ una autostrada che è necessario fare, è partita male, ogni giorno c’è un problema, ce l’ho a cuore. Le infrastrutture è meglio averle che non averle. La legge entro la fine di giugno mi impone di lasciare l’incarico che sto ricoprendo gratuitamente, incarico che qualche risultato lo sta dando. Abbiamo indetto una selezione aperta, chi ritiene di avere le capacità può presentare il curriculum, una apposita commissione esterna valuterà la figura di un direttore generale. Se c’è qualcuno in grado di poter fare questo lavoro, c’è un buono stipendio, nei limiti del possibile, e ci sarà anche una ricerca di un personale qualificato cui fare un passaggio di consegna affinché il lavoro continui”.



Leggi anche: