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Disastro Concordia, il sindaco dell’Isola del Giglio: “Costa ci deve ancora 560mila euro”

Sul disastro della Concordia è intervenuto il sindaco dell’Isola del Giglio, Sergio Rotelli, che ha dichiarato: «Costa ci deve ancora 560mila euro che abbiamo anticipato dopo il naufragio»

Disastro Concordia, il sindaco dell'Isola del Giglio: "Costa ci deve ancora 560mila euro"

Sergio Rotelli, sindaco del Comune dell’Isola del Giglio, è intervenuto ai microfoni di ‘Legge o Giustizia’ su Radio Cusano Campus per parlare della situazione del suo Comune dopo la condanna del comandante Francesco Schettino: «Noi ci siamo occupati delle vicende fin dai primi minuti dopo il naufragio. Prima il soccorso poi, nei mesi successivi, ci siamo occupati del supporto alle operazioni. L’amministrazione era totalmente impegnata a fare questo. Ci siamo concentrati sull’ambito civile, ovvero quello relativo ai risarcimenti e soprattutto ai rimborsi. Noi ci siamo fatti carico fin dai primi minuti di spese per l’emergenza perché non le faceva nessun altro. I primi giorni c’erano grandi difficoltà, ad esempio, per caricare le bombole d’ossigeno per i soccorritori e ce ne siamo fatti carico noi, così come del loro vitto e alloggio. Abbiamo creato aree off limits con la relativa vigilanza. I dipendenti comunali sono stati occupati in attività straordinarie. Abbiamo speso un milione mezzo di euro e gli assicuratori della Costa Crociere ci hanno rimborsato circa un milione. Rimangono fuori delle spese che in qualche parte sono contestate dagli assicuratori ma che noi siamo convinti siano connesse all’emergenza. Per noi è molto difficile sostenere una spesa così gravosa. Il tavolo per l’emergenza aveva stabilito che questi soldi li doveva anticipare il Comune che poi sarebbe stato subito rimborsato. Ci mancano, per l’esattezza 560mila euro che devono arrivare dagli assicuratori».

«Le spese non dovevano essere richieste direttamente a Costa Crociere Assicuratori, in accordo sempre con il tavolo d’emergenza, però, ci siamo rivolti a Costa perché i tempi di rimborso erano più brevi rispetto a quelli canonici dello Stato. Costa si era fatto carico dei costi delle operazioni ma non di quelli della logistica, non so per quale motivo».

«In quel momento, nell’ambito di uno stato di emergenza decretato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, abbiamo affrontato tutte queste situazioni. Adesso, con i riflettori spenti, ci sono delle operazioni particolarmente imbarazzanti che dovrà fare l’Amministrazione, che deve rincorrere chi quelle somme le doveva rimborsare».



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