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Ergastolano evaso: ritrovata a Trepuzzi l’autovettura usata per la fuga

Venerdì scorso era riuscito ad evadere in modo rocambolesco dall’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove era stato ricoverato per una colonscopia. Adesso, la Toyota Yaris utilizzata per fuggire da Fabio Perrone, 42 anni, è stata ritrovata a Trepuzzi, suo luogo d’origine

Ergastolano evaso: ritrovata a Trepuzzi l'autovettura usata per la fuga

E’ stata ritrovata ieri a Trepuzzi (Le) la Toyota Yaris usata per scappare da Fabio Perrone, 42 anni, l’ergastolano evaso venerdì scorso con una rocambolesca e violenta fuga dall’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, dove si trovava per essere sottoposto ad una colonscopia; la macchina, chiusa a chiave, è stata individuata in una strada periferica del paese natio di Perrone, alle porte del capoluogo salentino. L’auto era stata rapinata da Perrone nel parcheggio dell’ospedale, dopo che non si era fatto remore di puntare alla tempia della donna alla sua guida una pistola sottratta poco prima all’agente penitenziario che lo aveva in custodia al nosocomio; secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l’autovettura dovrebbe essere stata abbandonata a Trepuzzi tra venerdì pomeriggio e sabato mattina. Infatti, alcuni residenti nella zona del ritrovamento avevano notato la macchina e, poichè nessuno la spostava da lì, hanno chiamato i vigili. Questi, una volta accertato che si trattava dell’auto usata da Perrone per fuggire, hanno allertato i carabinieri.

Il ritrovamento farebbe pensare che Perrone non si sia mai allontanato dalla Puglia – La Yaris sarà aperta stamattina per i rilievi della scientifica; per il momento, è stata rimossa con un carro attrezzi e portata al comando provinciale dei carabinieri di Lecce in attesa dell’apertura. Ieri sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti a Trepuzzi per tentare di individuare e capire gli spostamenti dell’evaso. Secondo Cataldo Motta, procuratore di Lecce, il ritrovamento dell’auto a Trepuzzi lascerebbe supporre che Perrone si trovi ancora nella zona attorno al suo paese d’origine; verrebbe a cadere, quindi, l’ipotesi formulata in un primo momento che lo voleva fuggito oltre Adriatico. Insomma, la sua non è stata un’evasione programmata, ma estemporanea, sostiene Motta, e che quindi Perrone, considerato vicino alla Sacra Corona Unita, si è visto costretto a tornare subito a Trepuzzi per cercare una rete di appoggi e fiancheggiatori fidati.



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