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Fabrizio Corona, a tre anni dal suo arresto torna a parlare attraverso il settimanale ‘Chi’

Dopo oltre tre anni dal suo arresto Fabrizio Corona rilascia al settimanale ‘Chi’ la sua prima intervista. Ha conosciuto il dolore e la sofferenza di stare dietro le sbarre ma non si è mai perso d’animo. Suo figlio e suo padre gli hanno dato la forza di non mollare

Fabrizio Corona, a tre anni dal suo arresto torna a parlare attraverso il settimanale 'Chi'

Fabrizio corona, imprenditore e personaggio televisivo, chiamato anche il fotografo dei vip, torna a parlare dopo oltre tre anni dal suo arresto. Lo fa tramite il settimanale Chi diretto da Alfonso Signorini. La sua prima e forse unica apparizione televisiva sarà il 5 maggio al Maurizio Costanzo Show. Il famoso fotografo dei vip ha ricevuto svariati inviti televisivi, ma li ha declinati tutti, o almeno per il momento, accettando solo quello del signor Costanzo. «Maurizio era legato a mio padre Vittorio. Lui nutre affetto per me. In questi anni ho ricevuto proposte per fare la mia intervista da chiunque, Vespa, Giletti, la D’Urso, Floris, Formigli, ma Maurizio è una scelta di cuore e sarò onorato di essere al Maurizio Costanzo Show per la prima volta in video dopo quattro anni di assenza», queste le parole di Corona. «Ho sognato mio padre Vittorio quasi tutte le notti. Era con me. Mi proteggeva. Era come se fosse lì. Mi ha salvato, sostenuto, dato forza una forza inspiegabile. Lui c’era. Andare a trovare al cimitero? No. Mai. Per pudore, per vergogna, per averlo deluso», continua.

Detenuto sorvegliato in modo speciale
«Ero un detenuto sorvegliato in modo speciale per via della mia popolarità. Da quando sono uscito dal carcere, non ho mai raccontato la mia vita tra le sbarre. Provo vergogna, mi fa male, il ricordo lacera la mente e il cuore. Lo fa sanguinare. Di notte però capita spesso di svegliarmi all’improvviso e di non credere che sia finita. Posso solo dirle che in galera mi è successo di tutto. L’inimmaginabile. Non è stata una semplice detenzione», racconta Corona. «I primi due anni li ho trascorsi chiuso in cella. Ventidue ore al giorno in una cella di tre metri quadrati. Ho imparato il codice penale a memoria». «Mai una lacrima. Mai pensato di togliermi la sacra vita che in quelle condizioni diventa ancora più sacra». «Non ho mai accettato con me stesso il fatto di essere un detenuto. Mi guardavo dall’esterno e non mi consideravo tale. Ho evitato tutto, ho evitato la vita comune nella galera», prosegue.

Il figlio Carlos la sua forza
Dopo un anno di detenzione la madre ha portato il nipotino ad incontrare suo padre. Corona ha provato un’emozione fortissima. «Lo ha portato quella santa donna di mia madre Gabriella. Emozione fortissima. L’ho lasciato bambino, l’ho trovato un ometto. Mi ha stretto forte. E mi ha dato la forza di andare avanti. “Papà, ci sono io qui per te”. Aveva capito tutto. Per la prima volta mi sono sentito io il figlio e lui padre. Per la prima volta non ero più solo al mondo», ha espresso molto commosso Fabrizio Corona. «Nessuno può capire che cos’è il carcere se non lo ha vissuto pienamente e duramente. Non era una semplice custodia cautelare la mia. Era una condanna definitiva. In totale quattordici anni e due mesi», spiega al settimanale. «Quattordici anni di detenzione? No, non avrei resistito. Fisico e mente mi avrebbero lasciato. Tragga lei il significato di queste dure ma vere parole», spiega tra una pausa e l’altra.

Tra lui e Belen un amore che non distingueva più la realtà dalla fiction
Si sono amati follemente ma oggi sono due persone diverse. «Ho visto le sue nozze a Verissimo e le ho lette su Chi. L’ho vista diventare moglie, mamma e ho visto l’evolversi della sua carriera. Negli alti e nei bassi. Ho seguito il tutto con molta, molta indifferenza. Io e Belen oggi siamo due persone completamente diverse da quelle che si erano amate follemente e che avevano fatto della loro storia, innegabile, un romanzo nazionalpopolare con molti pro e pochi contro. Un amore che non distingueva più la realtà dalla fiction», parla così Fabrizio Corona della sua ex Belen Rodriguez. Corona, condannato a 14 anni e due mesi per reati come estorsione, bancarotta e corruzione, ha iniziato la sua detenzione il 25 gennaio 2013. Uscito dal carcere di Opera il 18 giugno del 2015 è stato affidato per quattro mesi alla comunità di don Mazzi.



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