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“Fake news”, depositato disegno di legge: sanzioni salate per chi diffonde notizie false

Il disegno di legge prevede multe per chi si rende «responsabile di campagne d’odio contro individui» o «volte a minare il processo democratico». L’ammenda è di circa 10mila euro. Se la news fake «può destare pubblico allarme» sono previsti 5mila euro di multa più «reclusione non inferiore a dodici mesi»

"Fake news", depositato disegno di legge: sanzioni salate per chi diffonde notizie false

Sanzioni salate per coloro che diffonderanno notizie false sui social o siti «non espressione di giornalismo online». È quello che è trascritto nella proposta di legge contro le fake news, presentata durante la mattinata del 21 febbraio a Palazzo Madama (Senato). Tra i punti principali del Ddl sono previsti anche il contrasto dell’anonimato, e l’imposizione per i gestori dei siti informatici di monitorare con frequenza le notizie, i post e gli articoli che vengono postati oltre che gli stessi commenti degli utenti. In aggiunta anche una reclusione fino a due anni per chi si rende «responsabile di campagne d’odio contro individui» o «volte a minare il processo democratico» con l’ammenda fino a 10mila euro. Il disegno di legge non si riferisce però a testate giornalistiche registrate, ma a siti, blog e forum. Come riportato dall’articolo 1, chi pubblica o diffonde «notizie false, esagerate o tendenziose attraverso social media o siti, che non siano espressione di giornalismo online, è punito con l’ammenda fino a 5mila euro». Se la news fake «può destare pubblico allarme», o «recare nocumento agli interessi pubblici», sono previsti 5mila euro di multa più «reclusione non inferiore a dodici mesi».

Gambaro: «Una battaglia a tutela dei cittadini»
Sulla norma, che ha come titolo «Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica», è stata effettuata la prima firma di Adele Gambaro, ex Cinque stelle che fu espulsa dal Movimento con voto online per aver criticato l’aggressività di Grillo. Attualmente la senatrice è passata al gruppo di “Ala-Scelta Civica”, guidato da Denis Verdini. Il provvedimento, tuttavia, s’ipotizza avrà le adesioni di un vasto numero di politici. La stessa Boldini, qualche settimana fa, aveva lanciato l’hashtag “#BastaBufale”, per combattere la disinformazione del web.

La Gambaro ha spiegato: «Una battaglia a tutela dei cittadini che non deve lasciare fuori nessuno. Il provvedimento che ho presentato è un primo passo per aprire un dibattito più ampio che non riguardi solo il mondo politico, ma tutti gli attori della società civile. Non vogliamo mettere un bavaglio al web né sceriffi, ma normare quello che è diffuso e non ha regole».

Se il ddl dovesse passare, chi decide di aprire un sito web privato o forum con lo scopo di pubblicare o diffondere notizie di informazioni, dovrà inviare tramite posta elettronica certificata il proprio nome e cognome, domicilio e codice fiscale alla Sezione per la stampa del tribunale. In più, nel ddl, è inclusa una parte educativa: gli istituti scolastici, infatti, dovranno avere tra i propri obiettivi formativi «l’alfabetizzazione mediatica» e istruire gli alunni «all’uso critico dei media online».



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