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Fecondazione, ministro Lorenzin: “La legge 40 non viola la Convenzione dei diritti umani”

Secondo la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo «quando con la legge 40» l’Italia «vieta la ricerca che distrugge gli embrioni umani, non viola la Convenzione dei diritti umani»

Fecondazione, ministro Lorenzin: "La legge 40 non viola la Convenzione dei diritti umani"

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, dopo che la Corte europea dei diritti umani si è pronunciata sulla fecondazione ed «ha riconosciuto la ragionevolezza del margine di azione della nostra legge in questo ambito», intervistata dall’AdnKronos ha riferito che «la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha stabilito che il nostro Paese, quando con la legge 40 vieta la ricerca che distrugge gli embrioni umani, non viola la Convenzione dei diritti umani, e tiene conto dell’interesse di tutti i soggetti coinvolti». «Sullo stesso argomento, cioè il divieto di distruggere embrioni per fini di ricerca scientifica, aspettiamo un pronunciamento definitivo della Corte Costituzionale nei prossimi mesi, che riguarderà, in generale, la legittimità o meno di tale divieto rispetto alla nostra Carta Costituzionale». Il ministro spiega che la Corte europea di Strasburgo «ha fatto riferimento esplicito al dibattito significativo che si è creato in Italia su questo tema, evidenziandone la delicatezza e ricordando anche che non c’è consenso, in Europa, nel merito. Ha quindi riconosciuto la ragionevolezza del margine di azione della nostra legge in questo ambito. Innanzitutto perché gli embrioni non possono essere ridotti a una proprietà come definita dalla Convenzione stessa, e quindi non si può chiedere di donarli alla ricerca invocandone il diritto di proprietà». «I giudici – tiene a precisare la Lorenzin – hanno poi stabilito che in questo caso non è stato neppure violato il diritto al rispetto della vita privata di chi, invece, quegli embrioni desiderava fossero utilizzati a scopo di ricerca». Adesso si è quindi in attesa del «pronunciamento definitivo della Corte Costituzionale» che dovrebbe arrivare nei prossimi mesi.



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