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Firenze, svolta nel giallo di Ashley Olsen: fermato clandestino senegalese, dna decisivo

Arriva una clamorosa svolta nel giallo della morte dell’americana Ashley Olsen, ritrovata cadavere sabato pomeriggio nel suo appartamento del borgo Santo Spirito, sull’Oltrarno fiorentino; è stato arrestato il senegalese visto insieme a lei nelle sue ultime ore di vita

Firenze, svolta nel giallo di Ashley Olsen: fermato clandestino senegalese, dna decisivo

Clamorosa svolta nel giallo dell’omicidio della trentacinquenne americana Ashley Olsen, ritrovata cadavere nel suo appartamento di Firenze nel primo pomeriggio di sabato: la polizia ha fermato ieri il cittadino senegalese Cheik Tidiane Diaw, clandestino 27enne, accusato di omicidio aggravato. Decisive sono state le immagini di una videocamera di sorveglianza, piazzata sopra l’ingresso di un forno, che si trova a pochi metri dal portone della palazzina di borgo Santo Spirito dove la vittima abitava da tre anni. Nelle immagini estrapolate dai filmati, infatti, si vedono la Olsen e il senegalese dirigersi verso casa alle 7.32 di venerdì mattina, anche se non viene inquadrato direttamente il portone; ma fondamentale per gli inquirenti è stata una traccia biologica rinvenuta due giorni fa al termine di un lungo sopralluogo nel monolocale soppalcato della ragazza. Adesso, Diaw è in stato di fermo con l’accusa pesante di omicidio volontario aggravato.

Un omicidio maturato nel mondo della droga
Il senegalese non era comunque l’unico sospettato finito nel mirino degli inquirenti: la Procura infatti aveva puntato l’attenzione su due persone, inquadrate dalle telecamere venerdì mattina, che erano in compagnia dell’americana mentre lei stava rincasando dopo aver trascorso la serata con alcune amiche nel locale “Montecarla”, in via de’ Bardi, dove avrebbe appunto incontrato Diaw. Purtroppo, a quell’ora il borgo Santo Spirito pullula di brutta gente legata al mondo della droga e dello spaccio a causa della movida che ha invaso queste strade da qualche anno; ed anche Ashley, che viveva a Firenze da tre anni dove lavorava nel mondo dell’arte, ogni tanto bazzicava in quel mondo. L’assassino era comunque già noto alle forze dell’ordine e non sembra che conoscesse già l’americana. Due giorni fa, inoltre, è arrivato il via libera della Procura per i funerali, dato che le indagini sono giunte ad una svolta; secondo gli inquirenti, la causa dell’omicidio pare essere stata un raptus alimentato dalla droga. Intorno al collo della ragazza sono stati trovati dei lividi, insieme ad altre ecchimosi lungo tutto il corpo e due gravi ferite alla testa; in ogni caso, non sembrerebbe che la vittima abbia lottato con il senegalese, il quale ha ammesso le proprie responsabilità, raccontando inoltre di aver avuto un rapporto sessuale con lei e che poi avrebbero litigato in quanto la Olsen, una volta finito, avrebbe cercato di mandarlo via in maniera brusca; lui l’avrebbe spinta e lei sarebbe caduta all’indietro battendo violentemente la testa, da qui le due fratture. I segni sul collo sarebbero riconducibili al tentativo di Diaw di rialzarla o rianimarla.



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