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Frb, le onde radio trasmesse da astronavi aliene: la teoria degli scienziati

Le Frb sono velocissime onde radio captate da alcuni telescopi nel 2015. In base alle diverse ipotesi, oltre che quelle di stampo astrofisico, c’è anche quella di una comunicazione aliena tramite un innovativo sistema installato sulle astronavi. Tuttavia gli scienziati spiegano: «La scienza non è una questione di credenze: è una questione di prove»

Frb, le onde radio trasmesse da astronavi aliene: la teoria degli scienziati

L’universo, in campo scientifico, permane pieno di molti interrogativi ancora da accertare. Tra questi, sicuramente, c’è l’incognita dei segnali Radio Frb. I Fast Radio Burst (tradotti in italiano come “Veloce lampo radio”), non sono altro che delle intercettazioni radio che provengono dallo spazio profondo e della durata pari a meno di un secondo. Quello che colpisce ulteriormente è che le emissioni di energia emessa da questi segnali è pari a quella emessa dal Sole in un mese. Nonostante l’onda radio abbia tale portata, a causa della brevità del fenomeno si è reso impossibile analizzare la situazione. Nel 2015, gli scienziati, sono riusciti a captare finalmente un FRB nel momento esatto in cui è avvenuto il fenomeno. Fino a quel momento, un’attività del genere, era stato captato solamente postumo e studiato in base ai risultati forniti da alcuni telescopi. Al momento, l’origine del fenomeno, ha lasciato agli scienziati parecchie domande: gli astrofisici continuano a studiare l’attività fin dalla sua prima apparizione, avvenuta nel 2007.

Presunti collegamenti alieni
Le diverse ipotesi stilate dai luminari dell’ambito astrofisico riportano a una conseguenza di alcune cause naturali, come l’espulsione di materiale da un buco nero oppure l’esplosione di una supernova. In alternativa, molti scienziati, hanno spiegato la regolarità dell’emissione delle onde radio, potessero essere il segno di una civiltà aliena che tenta di avviare una comunicazione. In quel caso si parlerebbe di onde radio volontarie e non legate a un qualunque evento fisico. Alcuni scienziati dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, infatti, hanno spiegato come l’evento potrebbe essere collegato proprio a un avanzatissimo sistema di comunicazione aliena. Avi Loeb, co-autore di un articolo sull’argomento e che sarà pubblicato su “Astrophysical Journal Letters” e che sarà consultabile su “arXiv”, ha spiegato: «I Fast Radio Burst sono estremamente luminosi a causa della loro breve durata e dell’origine a grandi distanze. Non abbiamo ancora identificato una possibile fonte naturale con una qualsiasi sicurezza. Un’origine artificiale è degna di essere contemplata e controllata». Questa ipotesi vedrebbe un gigantesco trasmettitore radio costruito come un impianto innestato su astronavi aliene.

Le comunicazioni provengono da alcune astronavi?
Le astronavi, muovendosi nello spazio e sfruttando grosse vele, viaggerebbero nell’universo spostandosi da galassia a galassia. L’idea delle astronavi a vela non è poi così assurda. Lo stesso astrofisico Stephen Hawking assieme all’imprenditore russo Yuri Milner sta portando avanti uno studio che punta a creare una flotta di piccole navicelle in grado di viaggiare a circa 1/5 della velocità della luce. Il moto delle suddette navi avverrebbe sfruttando delle vele alimentate dal “vento” prodotto da un laser. Ritornando ai FRB, se questa teoria fosse giusta, i nostri raggi non sarebbero altro che il movimento relativo dell’astronave e della vela rispetto a noi. Tuttavia, i ricercatori cercano di rimanere con i piedi per terra: «La scienza non è una questione di credenze: è una questione di prove», ha detto Loeb a riguardo di una possibile origine aliena per i Fast Radio Burst. Infine ha concluso: «Decidere cosa sia probabile prima del tempo limita le possibilità. Conviene mettere le idee lì fuori e lasciare che siano i dati a giudicare».



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