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Ginevra: omicidio della ricercatrice italiana, il delitto presenta delle anomalie

Procedono serrate le indagini per la morte di Valentina Tarallo, la ricercatrice italiana brutalmente uccisa a sprangate sotto casa sua a Ginevra, in Svizzera. All’inizio si pensava ad una rapina finita male, poi ad un delitto passionale, ma adesso aumentano i dubbi. Per il delitto si cerca un uomo di colore

Ginevra: omicidio della ricercatrice italiana, il delitto presenta delle anomalie

Proseguono le indagini della polizia svizzera per far luce sull’omicidio di Valentina Tarallo, la dottoranda 29enne in microbiologia molecolare brutalmente uccisa a sprangate la sera del 12 aprile sotto casa sua a Ginevra; purtroppo, i dubbi e i misteri sulla morte della giovane torinese stanno aumentando invece di sparire. All’inizio sembrava certa l’ipotesi di una rapina finita male, ma poi gli investigatori hanno preferito seguire la pista dell’omicidio passionale, insomma la vittima conosceva il suo assassino. Ebbene, queste sono le due uniche ipotesi a cui si sta aggrappando la polizia di Ginevra in queste ore. In entrambi i casi, ci sono molte supposizioni che farebbero propendere per ognuna delle due ipotesi, ma contemporaneamente le screditano. Come già riferito nelle ore precedenti, per l’omicidio di Valentina si starebbe cercando un ragazzo di colore, probabilmente africano, sui 20-30 anni.

Le anomalie
Tutto sembra molto anomalo, a cominciare dalle modalità stesse dell’aggressione: Ginevra è infatti una delle città europee con un tasso bassissimo di microcriminalità ed episodi violenti, e gli omicidi come quello della giovane italiana si contano sulle dita di una mano. Ovviamente, questo non vuol dire che l’assassinio di Valentina non possa essere stato un tentativo di rapina finito male, ma ci sono molti elementi che farebbero scartare questa ipotesi; primo fra tutti, lo zainetto che la vittima aveva con sè al momento del delitto. Lo stesso zainetto che è stato rinvenuto accanto al cadavere, intatto con tutto il contenuto ancora dentro (compreso del denaro), vicino all’auto bianca quasi di fronte al numero 22 di Avenue de La Croisette dove abitava la 29enne. Insomma, l’assassino voleva uccidere. E’ un dettaglio che allontana l’idea di una rapina, ma non al cento per cento.

La comunità italiana
L’altra ipotesi è che Valentina conoscesse e frequentasse questo fantomatico africano ricercato, e che si tratti quindi di un omicidio passionale. Teoria plausibile, ma anche questa è screditata da alcuni particolari. Molti italiani che vivono a Ginevra (si contano oltre 40mila connazionali nella città svizzera, impegnati nei più svariati lavori) raccontano quanto sia molto difficile e raro riuscire a fare amicizia al di fuori del proprio ambiente di lavoro o studio. Anzi, proprio i giovani tra i 20 e i 30 anni tendono a crearsi una cerchia di amicizie molto ristretta, il più delle volte nella stessa comunità etnica di appartenenza o nel posto di lavoro. Sembra molto strano, quindi, che una ragazza italiana abbia voluto ampliare il giro delle proprie conoscenze, addirittura frequentando e innamorandosi di un giovane di un’altra nazionalità, anche se nessuno esclude che possa averlo fatto. Insomma, è un caso che, appena tocca un’ipotesi plausibile, si apre verso altre piste di indagine.



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