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Giornata mondiale dell’Epilessia: colorati monumenti di viola, il colore simbolo

Ieri 8 febbraio, in occasione della Giornata Internazionale dell’Epilessia, diversi monumenti italiani sono stati colorati di viola. Il colore simbolo della malattia. Testimonial l’attrice Francesca Reggiani

Giornata mondiale dell'Epilessia: colorati monumenti di viola, il colore simbolo

L’8 febbraio, in occasione della giornata Internazionale dell’Epilessia, la Torre di Pisa, la Cupola della Basilica di San Lorenzo a Novara, la Basilica di San Bernardino de L’Aquila, la Fontana Monumentale di Bari e tanti altri importanti monumenti d’Italia, sono stati colorati di viola, il colore simbolo della patologia. L’iniziativa è stata promossa dalla Lega Italiana contro l’Epilessia. La società scientifica che in Italia riunisce i medici epilettologi, in collaborazione con altre, porta avanti con impegno e dedizione la campagna atta a divulgare una corretta informazione e a combattere pregiudizi e discriminazioni contro le persone che soffrono di tale malattia. Come testimonial l’attrice e comica italiana Francesca Reggiani. L’epilessia è una condizione neurologica, caratterizzata da crisi epilettiche. Quest’ultime non sono altro che ricorrenti e improvvise manifestazioni caratterizzate da perdita della coscienza e violenti movimenti convulsivi dei muscoli. Solo nel 2013, l’epilessia ha causato 116.000 decessi, in aumento rispetto agli 111.000 del 1990. Non sono in molti a conoscere la malattia. Alcuni hanno addirittura una conoscenza sbagliata.

Spesso la scorretta informazione della malattia porta a pregiudizi e discriminazioni – Le persone affette non solo devono fare i conti con la malattia ma anche con coloro che la interpretano in modo sbagliato. Non è la prima volta che sono soggetti a pregiudizi e discriminazioni in qualsiasi ambiente del loro quoditiano, lavoro, scuola, sport ecc. È necessario quindi sensibilizzare l’opinione pubblica. I malati di epilessia non sono diversi, ma purtroppo fanno i conti con una delle malattie neurologiche più diffuse al mondo. Basti pensare che in Italia se ne contano circa 500mila con oltre 30mila nuovi caso l’anno. Non bisogna emarginarli.



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