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Grillo si defila dal M5S: “Ho fatto il mio tempo, le persone sono più informate di prima”

Il leader dei 5 Stelle a ‘In Onda’ fa sapere che è arrivato il tempo di defilarsi: «Ho un’età pazzesca, una famiglia numerosa, ho fatto il mio tempo». Su Mattarella: «Non so neanche chi sia, cosa faccia. Pensavo che almeno un pugno sulla scrivania lo potesse dare»

Grillo si defila dal M5S: "Ho fatto il mio tempo, le persone sono più informate di prima"

Beppe Grillo ha deciso, si farà da parte progressivamente. Il suo lavoro di leader all’interno del Movimento 5 Stelle ha dunque un tempo limite e presto lascerà ai giovani pentastellati come Di Maio e Di Battista, per citarne qualcuno. Le idee quelle rimarranno e le porterà avanti nei suoi spettacoli, forse anche in tv, anche se adesso secondo l’ex comico «le persone sono più informate di quanto non lo fossero prima, grazie alla rete». Attraverso un’intervista esclusiva a ‘In onda’ su La7, Grillo annuncia il suo progressivo defilarsi: «Ho un’età pazzesca, una famiglia numerosa, ho fatto il mio tempo: una volta, quando facevo i miei spettacoli, davo notizie». «Il movimento è la mia vita. E’ nato proprio anche grazie alle idee che avevo sui rifiuti, sulle energie rinnovabili, sull’acqua pubblica. Le 5 stelle sono questi temi qui. Non so se tornerò in televisione, mi lascio aperte tutte le porte. Forse a fine anno preparerò uno spettacolo, ce l’ho già pronto. Doveva debuttare prima ma per ragioni politiche non è stato possibile. Una volta che si sarà chiarito che io non sono il leader incontrastato del movimento, che non devono votare Grillo ma un’idea, di cui sono stato parte potrò tornare a dedicarmi al mio lavoro che è quello di divertire, dicendo alla gente cose che magari non sa».

Su Sergio Mattarella il giudizio non è dei migliori
Un giudizio sul presidente della Repubblica? «Non lo so, non so neanche chi sia, cosa faccia. Io pensavo che almeno un pugno sulla scrivania lo potesse dare, invece assistiamo a decreti, decreti, con la semantica», perché oggi «è la semantica che fa la parte del leone nelle leggi, ci vuole un insegnante di semantica che dice guardi che quella parola lì, quell’avverbio lì rovescia il senso della legge. Se tu ci metti nella legge, per esempio il falso in bilancio, ci metti “inconsapevolmente”, sei condannato solo se dimostri di essere consapevole, diventa rovesciato. Le fanno gli avvocati le leggi oggi. Se invece di E ci metti O, rovesci il senso della frase. Io lo avevo detto a Mattarella, guardi prima di firmare, si prenda un insegnante che capisca il senso di queste cose. Si legga bene parola per parola, perché la truffa è quella».



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