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Il caffè: la storia della bevanda più consumata al mondo

Stando alle prime testimonianze storiche questa favolosa miscela venne scoperta nel 900 d.C. da un pastore etiope di nome Kaldi, il quale era solito utilizzarla come medicina

Il caffè: la storia della bevanda più consumata al mondo

L’Italia è ricca di amanti del caffè e non è un caso che questa deliziosa miscela sia addirittura la seconda bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua. Oggi bere il caffè è un’operazione quasi automatica: soprattutto per merito delle macchine da caffè, un elettrodomestico che ha conquistato la fiducia di tanti consumatori. Senza poi considerare la nascita e la evoluzione di siti dedicati al commercio di cialde da caffè, come ad esempio centocaffe.com, che offre la possibilità di acquistare direttamente online i migliori prodotti presenti oggi sul mercato e riceverli al proprio domicilio. E’ evidente che le abitudini degli consumatori della bevanda più amata al mondo sono cambiati e il caffè oggi può essere acquistato facilmente sul web, ma questa miscela conserva una tradizione assolutamente unica ed affascinante come poche. Fra la sua nascita e la sua evoluzione è davvero difficile non rimanere stupiti di tutto ciò che fa parte dell’universo del caffè.

Le origini del caffè
Stando alle prime testimonianze storiche a noi pervenute, questa favolosa miscela venne scoperta nel 900 d.C. da un pastore etiope di nome Kaldi, il quale era solito utilizzarla come medicina. Dopo aver osservato le reazioni del proprio gregge in seguito all’ingerimento di queste bacche, Kaldi decise di provarle in prima persona, e si accorse delle grandi qualità del caffè, soprattutto per quanto riguardava l’iniezione di nuova energia e vitalità. Anche se oggi noi utilizziamo le diverse miscele soprattutto come bevande, in passato il caffè veniva assunto attraverso le bacche della pianta.

La nascita della bevanda
Per secoli, dunque, il caffè venne utilizzato come energizzante da assumere sotto forma di bacca o di chicchi: la sua fama crebbe a tal punto che le coltivazioni di caffè cominciarono a diffondersi a macchia d’olio, sconfinando dall’Etiopia allo Yemen, fino ad arrivare ai territori più lontani. E fu proprio in questi territori – nello specifico in Egitto e in Arabia – che il caffè comincio ad essere ingerito sotto forma di bevanda, e non più come semplice chicco o bacca rossa. Un sistema non solo più pratico, ma anche in grado di concentrare maggiormente tutte le proprietà del caffè.

Il caffè conquista l’Europa
Certo, di strada ne è stata fatta tanta, ma come è giunto il caffè dalle nostre parti? Merito di Venezia, di Napoli e dei loro commercianti che, nel 1617, cominciarono ad importare stabilmente questa bevanda anche in Europa.

La storia del caffè in Europa, comunque, non è stata all’acqua di rose: i suoi effetti erano così potenti che i sacerdoti si affrettarono ad etichettarlo come la ‘bevanda del demonio’, prima di cambiare del tutto idea dopo che lo stesso Papa Clemente VIII lo ebbe provato e… benedetto. Dopo di ciò, il caffè ebbe la strada spianata: in brevissimo tempo, infatti, da semplice medicina divenne un vero e proprio cavallo di battaglia del nostro commercio, diffondendosi con un successo strepitoso.

Il caffè e la sua evoluzione definitiva
Intorno al XVIII secolo, il caffè conobbe la sua affermazione come bene di consumo particolarmente danaroso. Nacquero infatti tantissime botteghe dedicate alla vendita di miscele sempre più gustose, diverse e pregiate. E anche se la tecnologia, oggi, ha oscurato un po’ queste tradizioni, noi speriamo che la prossima volta che gusterete una tazzina della vostra miscela preferita, lo farete con il cuore rivolto all’entusiasmante storia del caffè.



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