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“Il piccolo principe”: al cinema in versione animata e rivisto con gli occhi di una bambina

Arriverà in sala immediatamente dopo Capodanno; la nuova riduzione animata per lo schermo è diretta da Mark Osborne e cerca in tutti i modi di essere evocativa e non infantile, elogiando il bambino sognatore che c’è in ognuno di noi

"Il piccolo principe": al cinema in versione animata e rivisto con gli occhi di una bambina

Il prossimo 1 gennaio farà capolino nelle sale italiane la nuova riduzione del libro di Antoine de Saint Exupery, “Il piccolo principe”; la produzione è di nazionalità francese, mentre la pellicola sarà distribuita in Italia dalla Lucky Red. La regia è dell’esperto Mark Osborne (già autore di “Kung Fu Panda”), che sarebbe riuscito nella non facile impresa di trasporre il romanzo in immagini, dato che in passato le precedenti versioni non sono mai state eccellenti. La trama: una bambina, insieme alla madre, si trasferisce in un nuovo quartiere. Qui la bambina inizierà un percorso di studi attentamente progettato dalla mamma, donna in carriera, la quale ha già deciso l’ingresso della figlia ai corsi della prestigiosa Accademia Werth, finalizzata alla preparazione dei manager del futuro. Ovviamente, la bambina non è molto contenta di questa vita pre programmata, ma farà un incontro che le cambierà la vita: un anziano vicino di casa, aviatore in pensione, inizia a raccontarle del suo incontro, avvenuto tanti anni prima nel deserto africano, con un Piccolo Principe giunto sulla Terra dopo un lungo viaggio tra gli asteroidi. La bimba si lascerà gradualmente catturare dalla narrazione.

Una scommessa vinta
Il plot del romanzo, molte volte considerato troppo infantile, non ha mai ricevuto una degna riduzione per il grande schermo perchè nessuno è mai riuscito a mantenere quel giusto equilibrio immaginato dallo scrittore, altalenante tra mondo infantile e mondo adulto; infatti la storia può essere letta tranquillamente da entrambi i target, almeno da quelli meglio disposti. L’intuito geniale di Osborne e degli sceneggiatori è stato quello di creare la cornice narrativa della bambina costretta a divenire precocemente adulta che, grazie a questa storia, si ribellerà ma non seguendo la formula stupida del “non crescere mai” alla Peter Pan, ma acquistando la maturità conservando dentro di sè il bambino sognatore che c’è in ognuno di noi. Una scommessa vinta, quindi, sottolineata dal piano stilistico, con le vicende della bimba narrate con l’ormai consueta animazione tridimensionale, mentre le avventure del Piccolo Principe sono raccontate con una stop motion molto raffinata ed evocativa. Insomma, la poeticità del romanzo originale è resa intatta in un quadruplo rapporto, tra bambina/aviatore e aviatore/piccolo principe.



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