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Inghilterra, ossessionata dai selfie e vittima di cyberbullismo: 18enne suicida

Si vedeva grassa e mirava alla perfezione delle modelle sulle riviste e delle star che impazzano sul web. Era ossessionata dai selfie, ma ogni commento negativo accanto alle sue foto la allontanava sempre di più dal suo obiettivo. Alla fine non ha retto e si è tolta la vita. Il padre: «Era bella, brava, aveva tutto. Ma per lei non era abbastanza. Contava solo il suo aspetto»

Inghilterra, ossessionata dai selfie e vittima di cyberbullismo: 18enne suicida

Tentava di emulare le modelle delle riviste o le star che riempiono i siti internet, era ossessionata dai selfie. Ma puntualmente riceveva commenti negativi ad ogni sua foto, era vittima di cyberbullismo da tempo, e veniva meno, sempre di più, la sua autostima. Si vedeva brutta, grassa, odiava il suo corpo, quando in realtà era magra. Alla fine non è riuscita a sopportare di essere sempre presa di mira dai compagni di scuola e che non avrebbe mai potuto raggiungere il suo obiettivo, ovvero emulare le star, e si è suicidata. Lei era Hannah Carpenter, aveva 18 anni, ed è stata trovata morta nei boschi vicino casa sua, a Redruth, in Cornovaglia. Era il 31 maggio 2015, il giorno dopo che era stata denunciata la sua scomparsa, quando hanno classificato la sua morte come suicidio. I suoi genitori erano all’oscuro di tutto, non sapevano della sua ossessione, né capivano i motivi dei suoi malesseri, fino a che, dopo diversi mesi, sono riusciti a ricomporre la vicenda e a capire cosa tormentasse la figlia. Hanno scoperto dell’ossessione maniacale di Hanna dopo aver trovato nel suo telefonino migliaia di foto da lei scattate ad ogni singola parte del suo corpo. Accanto solo commenti negativi, la maggior parte dei compagni di scuola, sul suo aspetto fisico. Ogni commento la allontanava dal suo obiettivo: diventare perfetta come quelle modelle o star che impazzano sul web. Alla fine non ha retto e si è tolta la vita.

Il padre di Hanna: «Era incantevole, ma nello specchio non trovava quello che avrebbe voluto essere» – Il padre della suicida, David Carpenter, 45 anni, ha riferito che la figlia all’età di 13 anni aveva sviluppato un disturbo alimentare, che credeva avesse superato. O almeno era quello che stabilirono i medici nel 2012, quando la questione sembrava del tutto risulta. Ma a quanto pare non era esattamente così e il suo disturbo era passato dal corpo alla mente. «E’ assurdo, io ancora non ci credo. Lei era davvero incantevole, ma si sentiva in sovrappeso e senza alcun talento. Non riusciva a vedere in se stessa quella bella e giovane donna che noi tutti vedevamo», ha detto David. «Nello specchio non trovava quello che avrebbe voluto essere. Aveva una famiglia amorevole intorno a lei, un fidanzato buono che la amava e rispettava. Era bella, era brava, aveva tutto, ma per lei non era abbastanza, tutto questo non contava. Contava solo il suo aspetto», ha aggiunto l’uomo.



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