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Isis, in Siria la “Little London” dove i bimbi britannici torturano e decapitano i detenuti

È a Manbij che i foreign fighters iniziano il loro addestramento, compresi i bambini. Nella città siriana alle donne è vietato mescolarsi con gli uomini in pubblico e uscire con mani e viso scoperti. I bimbi invece a soli 4 anni vengono istruiti alle leggi della sharia, e man mano, dai 10 anni, ad utilizzare le armi, a trattare con i prigionieri e a svolgere missioni suicide

Isis, in Siria la "Little London" dove i bimbi britannici torturano e decapitano i detenuti

È così densamente popolata dai combattenti jihadisti britannici che è stata ribattezzata la “Little London” siriana. Si tratta di Manbij, una delle prime città a finire sotto il controllo del regime di Bashar al-Assad, e che si è trasformata ben presto in meta più desiderata dai “foreign fighters” che arrivano dall’estero per militare nel Califfato. Secondo diverse testimonianze sono almeno 100 i cittadini britannici che nell’ultimo anno hanno vissuto nella “Little London”. «Ci sono combattenti dell’Isis di circa 30 nazionalità. Per la maggior parte sono britannici, poi tedeschi, francesi, sauditi e algerini. Qui si concentrano più combattenti stranieri che in qualsiasi altra città siriana», ha raccontato un attivista. La popolazione di Manbij aveva lottato per assumere il controllo insieme ai ribelli non islamici del Free Syrian Army, ma alla fine del 2013 hanno dovuto piegarsi al potere dell’Isis. Ed è proprio da quel momento che la città è diventata meta dei foreign fighters di tutto il mondo. Chi decide di arruolarsi viene prima mandato proprio a Manbij insieme alla famiglia, perché la città è considerata più al riparo dagli attacchi aerei rispetto a Raqqa, capitale dell’autoproclamato Califfato. I combattenti una volta giunti a destinazione, e prima di iniziare l’addestramento, ricevono dei piccoli appartamenti in periferia. Ogni mese ricevono dall’Isis uno stipendio di 150 dollari, e alle donne è assolutamente vietato mescolarsi con gli uomini in pubblico e uscire con mani e viso scoperti.

Un ex residente: «I combattenti inglesi sono i più brutali in assoluto» – Vietati quindi gli abiti occidentali, e persino la musica e il fumo, cosa decisamente impensabile prima che l’Isis prendesse il controllo della città. Lo testimonia un ex residente: «Manbij era conosciuta per essere uno dei luoghi più liberali in Siria. Adesso le persone non hanno libertà, sono tutte schiave di Daesh. Gli stranieri sono venuti a dirci cosa possiamo dire, cosa possiamo indossare, cosa possiamo mangiare. Le nostre donne non sono abituate ad andare in giro bardate in questo modo, ma se non lo fanno sono minacciate con la violenza. Tra tutti i combattenti stranieri posso di certo dire che gli inglesi sono i più brutali». L’uomo ha poi rivelato la sorte di chiunque abbia il coraggio di disobbedire: «Chi non rispetta le loro regole sarà torturato, ucciso, decapitato. Non c’è via di scampo».

I bambini addestrati a combattere e a decapitare i detenuti – Per quanto riguarda i bambini verranno iscritti a scuola dall’età di 4 anni, ovviamente separati per sesso, e inizieranno ben presto a studiare l’arabo, le leggi della sharia, e man mano, dai 10 anni, ad utilizzare le armi, a trattare con i prigionieri e a svolgere missioni suicide. Alcuni di loro potrebbero anche essere scelti per decapitare i detenuti. A 15 anni saranno già istruiti a tutte queste atrocità, e verrà assegnato loro un ruolo specifico.

Anche Jihadi John e Abdelhamid Abaaoud passati da Manbij – A passare dalla “Little London” siriana anche Mohammed Emwezi, noto come Jihadi John, il boia rimasto ucciso settimane fa da un raid aereo Usa, e Abdelhamid Abaaoud, la mente degli attacchi di Parigi, che proprio da un internet cafè della città pare abbia architettato il suo piano.



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