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Isis, rivelazioni shock di Anonymous: “Abbiamo sventato un attentato in Italia”

Gli hacker di Anonymous hanno annunciato su Twitter di aver sventato un attacco dell’Isis in Italia, senza specificarne il luogo esatto, salvo poi cancellare il post per “evitare il panico generale”. A breve verranno svelati ulteriori dettagli in un video che verrà pubblicato su Youtube

Isis, rivelazioni shock di Anonymous: "Abbiamo sventato un attentato in Italia"

«Abbiamo sventato un attacco terroristico dell’Isis in Italia». È l’annuncio rilasciato su Twitter dagli hacker di Anonymous, che ormai da tempo hanno dichiarato guerra al Califfato tramite la loro rete di collaboratori online. «In questo mese abbiamo lavorato in silenzio. Abbiamo già sventato un attacco di Isis in Italia e speriamo di bloccarne altri», si legge sull’account Twitter di #OpParis. A riportare la notizia è stato il quotidiano britannico Daily Mail, secondo cui il collettivo di Anonymous avrebbe subito cancellato il post sul proprio profilo, pubblicato esattamente il giorno di Natale, “per evitare il panico generale”. Momentaneamente i servizi di sicurezza italiani non hanno rilasciato alcun commento, tuttavia pare che a breve verranno svelati ulteriori dettagli sull’operazione con un video su Youtube. Gli hacker hanno riconfermato sui propri canali ufficiali di aver sventato un attentato in Italia, e precisamente in un “comune specifico”. Sembra che due jihadisti sarebbero stati intercettati da un attivista francese proprio durante una loro conversazione in cui facevano riferimento ad un imminente attacco. «L’operazione contro affiliati dell’Isis in Italia è ancora in corso», hanno infine scritto alcuni amministratori di Anonymous.

Anonymous attivo dal 7 gennaio 2015
Il collettivo di hacker, che sotto la sigla di Anonymous è sempre più deciso a dare la caccia ai militanti del sedicente Stato islamico, ha rilasciato il suo primo comunicato il 7 gennaio 2015, giorno del tragico attentato al Charlie Hebdo. Alla fine di novembre Anonymous aveva ufficialmente fatto partire l’Operation Paris, #OpParis, per mettere in guardia l’Italia sulle grosse probabilità di un attacco a Roma e Milano da parte dei jihadisti, rettificando però poco dopo. Qualche settimana prima il gruppo aveva pubblicato persino una lista dei profili utilizzati dai militanti fondamentalisti per fare propaganda, con l’obiettivo di neutralizzarli, oltre a lanciare campagne contro governi ed organizzazioni che attentavano alla libertà di espressione, come ad esempio #OpNimr contro l’Arabia Saudita, nata per chiedere la liberazione di Ali Mohammed al-Nimr, condannato a morte per aver invitato degli amici a manifestare contro Riyadh, e la campagna #OpKKK, contro l’associazione razzista statunitense Ku Klux Klan.



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