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Italiani popolo di risparmiatori, ma spesso solo per costrizione

Diventare risparmiatori è un’arte che si deve obbligatoriamente imparare in tempi di crisi ma a volte non basta e allora non si parla più di risparmio, quanto di rinunce

Italiani popolo di risparmiatori, ma spesso solo per costrizione

Gli italiani un popolo di risparmiatori? Ebbene sì, e non sempre per vera vocazione o virtù, ma per costrizione. In una situazione economica come quella in cui stiamo vivendo negli ultimi anni, diventare risparmiatori è un’arte che si deve obbligatoriamente imparare. Molto spesso però non basta e allora non si parla più di risparmio, quanto di rinunce. Una delle prime cose che gli italiani hanno modificato sono state le spese bancarie. Sempre di più sono infatti quelli che optano per conti correnti come conto Fineco o di altre banche online che permettono grandi risparmi (dettagli su http://www.cartedipagamento.com/conto-fineco.htm), proprio in virtù del fatto che essendo banche online tagliano sui costi degli sportelli. Ma se questo è un compromesso assolutamente accettabile, e per moltissimi versi vantaggioso, lo è meno quello della rinuncia alle cure mediche. Soprattutto dopo gli ultimi tagli alla sanità da parte del Governo, per molti curarsi è diventata un’utopia. Tra le spese mediche più onerose sicuramente le cure dentali. Il sistema sanitario, infatti, consente semplicemente i trattamenti conservativi dove la cosa, sovente, si riduce alla sola otturazione delle carie, ma sappiamo tutti molto bene che questo non è sufficiente. Queste difficoltà sboccano così in due direzioni: chi non si cura e chi, per poter ancora permettersi il “lusso” di mangiare e sorridere, si reca in Croazia dove tali cure costano decisamente meno, sebbene vi sia chi obbietta che anche la qualità del lavoro sia inferiore.

Il risultato dei tagli alla sanità, più in generale, è aver messo in ginocchio moltissime famiglie, altre invece hanno ripiegato su servizi alternativi tra intramoenia e visite private. Infatti la spesa sanitaria privata registrata fino al 2015 era aumentata del 3,2% rispetto agli anni pre crisi. Insomma, si capisce perfettamente quale sia il trend, destinato anche ad aumentare dati gli ulteriori tagli che, sembra, verranno effettuati al SSN. E così chi ha le possibilità economiche, si rivolge a medici e strutture private, chi non le ha rinuncia alle cure, sperando che la situazione non precipiti.

Si risparmia anche nella prevenzione, e purtroppo questo è un grosso problema, ma non si può fare prevenzione se le visite vengono assegnate anche con due anni di attesa. A quel punto, o ci si gioca la salute, in qualche caso la vita, o si va dal privato, e questo non è certo un risparmio.



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