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Ladispoli: uomo trovato ucciso in un furgone bruciato, arrestata casalinga 65enne

E’ stato risolto il giallo dell’omicidio dell’artigiano di Ponte Galeria (Roma), Corrado Valentini, rinvenuto cadavere in un furgone bruciato giovedì pomeriggio; i carabinieri hanno tratto in arresto una casalinga 65enne straniera di Ladispoli, che avrebbe anche confessato. Si indaga sul movente

Ladispoli: uomo trovato ucciso in un furgone bruciato, arrestata casalinga 65enne

Si è giunti nel giro di poche ore alla soluzione del giallo della morte dell’artigiano di Ponte Galeria (Roma) Corrado Valentini, 58 anni, rinvenuto ucciso all’interno di un furgone in fiamme a Marina di San Nicola, frazione di Ladispoli, giovedì pomeriggio. Del caso si era occupato anche “Chi l’ha visto?”. Ieri i carabinieri hanno arrestato per l’omicidio una casalinga straniera di 65 anni residente nella cittadina sul litorale romano, accusata anche di aver appiccato il fuoco al furgone con il cadavere dentro per distruggere ogni traccia. La donna ha subito confessato e raccontato anche la dinamica del delitto: ha tagliato la gola a Valentini con un coltello da cucina dalla lama di 10 centimetri, prima nascosto e poi fatto ritrovare dai militari, per poi cercare di bruciare il corpo. Adesso deve rispondere di omicidio volontario e tentata soppressione di cadavere. Resta solo da capire il movente dell’omicidio.

Il movente
Valentini era stato rinvenuto sul furgone in fiamme intorno alle 17 in piazza della Lucertola a Marina di San Nicola, località balneare molto nota ai romani. Il 58enne aveva anche un foro sul collo, non si sa se provocato da un colpo di pistola o un punteruolo, ma sarà l’autopsia a chiarire definitivamente le dinamiche del delitto. Valentini risultava scomparso dalla serata di mercoledì, mentre la moglie ne aveva denunciato la sparizione nella mattinata del giorno dopo. I carabinieri di Ostia stanno ora indagando sulla vita privata e professionale dell’artigiano per cercare di ricostruire il suo giro di conoscenze e chiarire il movente del delitto. Si stanno analizzando i tabulati telefoni e le celle per vagliare i suoi spostamenti, i contatti e chi possa aver incontrato.

Le telecamere
Per arrivare alla colpevole sono state fondamentali le immagini delle telecamere di videosorveglianza: infatti, intorno alle 17.30 del 9 marzo era stato ripreso un furgone con a bordo l’uomo e la donna arrestata, poi alle 17.45 si vede la donna che scende dal mezzo con il volto interamente coperto dal cappuccio del suo piumino per non farsi riconoscere e, subito dopo, una vistosa fiammata si propaga dall’interno del furgone.



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