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“Little sister”: nelle sale il nuovo film del giapponese Kore-Eda, trama e cast

Dal 1 gennaio al cinema il film “Little sister” diretto dal regista-rivelazione giapponese Hirokazu Kore-Eda; un film delicato incentrato sul rapporto tra tre sorelle, molto legate una all’altra a seguito dell’abbandono da parte del padre, e una sorellastra

"Little sister": nelle sale il nuovo film del giapponese Kore-Eda, trama e cast

Il regista, rivelazione del cinema giapponese, Hirokazu Kore-Eda (“Father and son”) è tornato il 1 gennaio sul grande schermo con la pellicola “Little sister”, basato sulla graphic novel “Umimachi’s Diary” di Yoshida Akimi, di cui ha compiuto un’ampia rilettura con il consenso dell’autore; un’interpretazione in punta di piedi dell’universo femminile e dei suoi contrasti. La trama: nella cittadina di Kamakura vivono le tre sorelle Sachi, Yoshino e Chika, legatissime tra loro dopo essere state abbandonate 15 anni prima dal padre per cominciare una nuova convivenza. Le tre sorelle incontrano al funerale del genitore la sorellastra adolescente Suzu, mai vista prima, la conoscono e la invitano ad andare a vivere con loro; lei accetta. La trama è molto semplice, come si vede, ma certo tutto dovrà passare attraverso prove difficili se si vuole giungere al lieto fine. Kore-Eda mantiene l’impianto di fondo rendendo vere protagoniste sia la maggiore Sachi che la sorellastra più piccola Suzu; inoltre, punta l’attenzione sui tormenti delle quattro protagoniste, divise tra l’accettazione della figlia della donna che ha distrutto la loro famiglia e il dolore che rischia sempre di sfociare pericolosamente nell’odio.

Il film racconta le emozioni inespresse
In realtà, il film racconta più che altro i veri sentimenti inespressi che animano le nostre protagoniste: Suzu è consapevole che la propria madre ha distrutto una famiglia unita e che le sorellastre, in fondo, cercano in lei solo un appiglio verso la figura paterna che hanno perso da anni, mentre Sachi è molto più complessa, cresciuta troppo in fretta dopo l’abbandono del padre e in conflitto con una figura materna irrisolta, che rifiuta. E’ una figura altalenante, cerca di non farsi coinvolgere troppo dalle morti dei pazienti che vede ogni giorno in ospedale in quanto infermiera, ma non riesce a considerarli una routine professionale; cerca di proteggere le sorelle, ma più che altro vuole proteggere sè stessa da quei sentimenti che considera pericolosi per il loro rapporto molto instabile, e le stesse sorelle glielo rinfacciano accusandola di essere solo egoista. E’ quello che capita a tutti noi con quei sentimenti che sentiamo immutabili e che poi imprevedibilmente si trasformano sia in senso positivo che negativo. La morale è che bisogna riaprirsi per eliminare i dolori del passato.



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