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Lotta al bracconaggio, al rogo in Kenya 105 tonnellate di avorio

105 tonnellate di avorio bruciate nel Nairobi National Park, in Kenya. L’evento è stato organizzato per trasmettere un messaggio importante. Il traffico illegale di prodotti di natura dev’essere contrastato con tutte le forze e soprattutto deve essere scoraggiato l’acquisto di prodotti che provengono dal mercato nero di natura

Lotta al bracconaggio, al rogo in Kenya 105 tonnellate di avorio

Nei prossimi giorni nel Nairobi National Park, in Kenya, si celebrerà un evento importante. Verranno bruciate circa 105 tonnellate di avorio. L’evento sarà sostenuto dal Kenya Wildlife Service, Stop Ivory, dall’Africa Wildlife Foundation, dal Save the Elephants e molte altre organizzazioni. Il messaggio che gli enti vorranno trasmettere sarà un messaggio molto chiaro e forte. Il traffico illegale di prodotti di natura dev’essere contrastato con tutte le forze e soprattutto deve essere scoraggiato l’acquisto di prodotti che provengono dal mercato nero di natura. «I roghi di avorio ovviamente non sostituiscono gli sforzi necessari sul campo per contrastare il bracconaggio e i crimini di natura, ma rappresentano comunque una buona occasione per lanciare al livello globale un messaggio simbolico sullo sforzo che alcuni governi, soprattutto africani, stanno facendo per fermare la distruzione delle popolazioni di elefanti e rinoceronti», ha detto Isabella Pratesi, direttore conservazione WWF Italia. «Fermare il bracconaggio si può, il Nepal, ha dimostrato che con un impegno sistematico e coordinato si può arrivare a bracconaggio pari a zero, come è accaduto per il rinoceronte dal 2011 in quel paese», ha proseguito.

Solo una risposta forte e decisa
Il bracconaggio è una piaga mondiale. Numerosi animali ogni giorno muoiono sotto i colpi di fucili, trappole, lacci, veleni. Il commercio delle loro pelli e di parte dei loro corpi li condanna a maltrattamenti o li fa morire fra sofferenze atroci. Il giro di affari legato al commercio illegale di natura nel mondo vale oltre 23 miliardi di dollari l’anno. La lotta a questo problema è una delle tante priorità mondiali.



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