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Marco Pantani, arrestato spacciatore in casa della sorella: “Era in difficoltà”

Al momento dell’arresto il pusher si trovava nella cucina della casa di Laura Manola Pantani, sorella del campione Marco. La donna non è indagata: «Non sapevo del suo coinvolgimento nel mondo della droga, era mio ospite solo perché si trovava in difficoltà»

Marco Pantani, arrestato spacciatore in casa della sorella: "Era in difficoltà"

A distanza di quindici anni dalla sua morte, avvenuta il 14 febbraio del 2004 per un edema polmonare e cerebrale dovuto ad un’overdose di cocaina, per l’ennesima volta viene scomodato il nome di Marco Pantani, una vera leggenda nel mondo del ciclismo, che rimane ancora oggi un mito nonostante si nascondesse dietro l’ombra del doping. Questa volta però il suo nome è accostato alla sorella, Laura Manola Pantani, che ospitava in casa, a suo dire senza neppure saperlo, uno spacciatore di cocaina. L’uomo, un senegalese pregiudicato di 35 anni, è stato arrestato a Cesenatico (Forlì), proprio mentre si trovava nella cucina della casa di Laura. Si chiama Lamine Sarr e secondo gli inquirenti sarebbe stato per lungo tempo “il referente” per lo spaccio di cocaina a Genova. La notizia è stata anticipata dal quotidiano italiano online “Secolo XIX” e riportata poi su altri siti. Il pusher è stato arrestato dai carabinieri a Cesenatico ed è stato condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per traffico di cocaina. Secondo quanto riportato i carabinieri hanno fatto irruzione nell’abitazione della sorella di Marco Pantani per arrestare Lamine, dopo essere venuti a conoscenza che era suo ospite. Al momento del loro arrivo si trovava nella cucina della casa di Laura.

Ospite di Laura «perché era in difficoltà»
La sorella di campione di ciclismo, che non è indagata, avrebbe riferito alle autorità di non conoscere il passato dello spacciatore, «tantomeno il suo coinvolgimento nel mondo della droga». Laura ha anche aggiunto che l’uomo si trovava a casa sua esclusivamente come ospite, «perché era in difficoltà». Il senegalese fu arrestato anche nel 2011 per lo stesso reato ed espulso dopo un periodo passato in carcere, adesso dovrà rimanere sei anni in carcere per scontare la sua pena.



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