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Mel Gibson a Venezia con il film ‘Hacksaw Ridge’: “Odio la guerra, ma amo i guerrieri”

Il regista e attore americano ha presentato il suo ultimo film, “Hacksaw Ridge”, alla 73sima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia; questa volta, ha affrontato il tema della guerra narrando un episodio realmente accaduto durante l’ultimo conflitto mondiale sull’isola di Okinawa

Mel Gibson a Venezia con il film Hacksaw Ridge: "Odio la guerra, ma amo i guerrieri"

Mel Gibson ha fatto capolino a Venezia presentando fuori concorso la sua ultima opera, “Hacksaw Ridge”, stavolta ambientata nel corso della Seconda Guerra Mondiale; è la storia vera di Desmond Doss, un militare americano che nel corso della battaglia di Okinawa nel 1945 salvò eroicamente la vita a 75 commilitoni e senza sparare un colpo solo. Sì, perchè per Gibson l’eroismo senza armi può uscire fuori anche dall’inferno bellico: «Ho sempre odiato la guerra, ma amo i guerrieri e bisogna omaggiarli» ha dichiarato nel corso della presentazione della pellicola. In effetti, la sua è una storia un po’ particolare, quella di un obiettore di coscienza che ne prende atto, però, proprio sotto le armi; Doss credeva che, allora, la guerra fosse una scelta giustificata, ma era altrettanto convinto, da credente, che uccidere fosse sbagliato e combattè in prima linea senza impugnare un’arma e fu per giunta insignito della Medaglia d’Onore al Congresso, la più alta onorificenza militare americana.

Il film e cosa vuole esprimere
La pellicola, interpretata da Andrew Garfield, Teresa Plamer, Vince Vaughn, Hugo Weaving e Luke Bracey, è stata accolta con una standing ovation alla proiezione per la stampa e Gibson ha tenuto a sottolineare la straordinarietà di un uomo semplice qual’era Doss: «Una storia leggendaria è prendere un uomo dalla vita normale e metterlo in condizioni estreme – ha spiegato Mel – questi sono gli uomini da raccontare, secondo me, quelli che vanno alla guerra armati solo della propria incrollabile fede. Doss era contro la violenza, ma voleva comunque servire la Patria; è stato difficile interpretarlo, perchè fare una cosa in un Paese che ti ordina il contrario e arrivare a questo tipo di vita coerenti con sè stessi è un conflitto interiore molto arduo».



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