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Meningite a Bologna: in gravi condizioni la ragazza 23enne di Grosseto

Riversa ancora in gravi condizioni la ragazza di Grosseto, affetta da meningite di tipo B. Tutte le persone che hanno avuto contatti con lei sono stati invitati a fare la profilassi raccomandata

Meningite a Bologna: in gravi condizioni la ragazza 23enne di Grosseto

Risulta ancora in gravi condizioni all’ospedale Sant’Orsola-Malpighi la ragazza di 23 anni di Grosseto, colpita da meningite. La ragazza studentessa all’università di Bologna, ha riscontrato la meningite di tipo B. La meningite è una malattia del sistema nervoso centrale, colpisce le meningi. Può essere causata da batteri, da virus o altri microrganismi. Si manifesta in modo improvviso con febbre alta, mal di testa, mal di gola, nausea e comparsa, nelle 12-24 ore successive, di fotofobia, rigidità nucale, convulsioni, perdita di coscienza. È stato necessario avviare subito il protocollo di profilassi dell’Asl. Bisognerà risalire, velocemente, a tutte le persone che la ragazza ha incontrato a partire dai 10 giorni prima dalla manifestazione della malattia. Compresi tutti i luoghi che la ragazza ha frequentato. La studentessa, tornata da Firenze, con il sistema bla bla car, si trovava a Grosseto nei giorni 3-4-5 gennaio, dove ha frequentato la biblioteca. È ripartita per Firenze il 6 mattina, raggiungendo Bologna in serata. Ha utilizzato treni, autobus, macchine. I medici, quindi, raccomandano a tutte le persone che hanno avuto contatti con la ragazza, di rivolgersi immediatamente al proprio medico o recarsi all’ambulatorio per tutte le misure preventive.

La profilassi raccomandata è molto semplice
«La profilassi raccomandata è molto semplice. Consiste nell’assunzione di un’unica compressa di ciprofloxacina da 500 mg, per via orale, nelle persone oltre i 12 anni. Per chi ha meno di 12 anni, invece, si somministra rifampicina 10 mg/kg ogni 12 ore per due giorni», spiega Maurizio Spagnesi, responsabile Igiene pubblica della ex Asl 9. «Non sono necessari esami ematici o tamponi faringei, ai fini della profilassi che è comunque raccomandata a tutti i contatti anche se già vaccinati», aggiunge.



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