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Messina: agguato al presidente del Parco dei Nebrodi, sparatoria con la sua scorta

Un agguato a fucilate compiuto nella notte tra martedì e mercoledì sulla strada statale nei Nebrodi, nel messinese; bersaglio dei killer il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, che si è fortunatamente salvato grazie alla sua auto blindata. C’è stato un conflitto a fuoco tra i sicari e gli agenti della scorta

Messina: agguato al presidente del Parco dei Nebrodi, sparatoria con la sua scorta

Nella notte tra martedì e mercoledì si è consumato un agguato a colpi di fucile messo in atto da un commando in Sicilia, lungo la strada statale che collega San Fratello a Cesarò, nel messinese: obiettivo dell’agguato è stato il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, che si è fortunatamente salvato grazie all’auto blindata su cui viaggiava. Antoci da tempo riceveva minacce a causa del suo impegno per la legalità messo in atto onde evitare la concessione di ampi spazi all’interno del Parco per il pascolo di greggi riconducibili alla mafia locale. Da qualche tempo girava con la scorta assegnatagli per precauzione. L’agguato è avvenuto tra l’una e le due quando la macchina di Antoci, che tornava da una manifestazione a Santo Stefano di Camastra, è stata bloccata da alcune grosse pietre poste volontariamente lungo la strada per fermare il corteo del presidente e della scorta.

Un agguato in piena regola
Appena le auto si sono fermate davanti ai massi, il commando (composto, sembra, da due persone) è entrato in azione: diversi colpi di fucile sono stati sparati all’indirizzo della vettura sulla quale stava viaggiando Antoci. Per fortuna, la robusta blindatura del mezzo ha fermato i pallettoni lasciando illeso il presidente. Immediatamente, gli uomini dell’auto di scorta sono scesi ed hanno risposto al fuoco del commando; non è ancora chiaro se qualcuno sia rimasto ferito in quanto sembra che il fuoco degli agenti abbia colpito uno dei sicari. Ad aiutare gli uomini della scorta è anche intervenuto Daniele Manganaro, dirigente del commissariato di Sant’Agata Militello, che seguiva con un’altra macchina la vettura di Antoci. Sia Antoci che uno degli agenti sono stati portati subito al pronto soccorso per accertamenti, ma sono stati dimessi poco dopo.



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