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Mestre, già in carcere per omicidio confessa un altro delitto: scoperto errore giudiziario

Susanna Lazzarini è in carcere dal dicembre scorso per aver ucciso l’ottantaduenne Francesca Vianello per un prestito negato. Ora ha confessato di aver ucciso un’altra donna nel 2012, sempre a Mestre, delitto per il quale era stata condannata un’innocente, subito scarcerata

Mestre, già in carcere per omicidio confessa un altro delitto: scoperto errore giudiziario

L’arresto di Susanna Lazzarini, lo scorso 31 dicembre, ha portato inaspettatamente ad un colpo di scena riguardante un altro omicidio simile: quello di Lida Taffi Pamio, 87enne uccisa nel suo appartamento di Mestre nel 2012. La donna, accusata di aver strangolato l’amica della madre Francesca Vianello per una questione di prestiti negati, ha confessato l’omicidio della Pamio ed ha portato ad una svolta clamorosa, dato che per quel delitto fu condannata a 24 anni un’altra donna, Monica Busetto (vicina di casa della vittima e sempre proclamatasi innocente). Quest’ultima, su disposizione della Corte d’Assise d’Appello, è stata subito scarcerata con obbligo di dimora nel comune di Venezia, in attesa di accertamenti. Susanna Lazzarini, conosciuta da tutti come Milly, aveva confessato l’omicidio della Vianello, avvenuto il 29 dicembre, nei primi giorni di gennaio. In lacrime, ha confessato di aver strangolato la donna con una corda, poi rinvenuta dagli inquirenti stretta ancora al collo dell’ottantenne.

Un delitto raccapricciante
La vittima aveva aperto la porta alla Lazzarini senza temere nulla, la conosceva in quanto figlia di un’amica; a quanto pare, non era neppure la prima volta che Susanna, vedova precaria di 52 anni con due figli, le aveva chiesto un prestito. Stavolta voleva trecento euro per le spese a ridosso del Natale per sè e per i figli, ma la donna, non fidandosi più, glieli aveva negati. A quel punto esplose la tragedia. Quello della Pamio fu un omicidio che sconvolse tutta Mestre: compiuto il 20 dicembre 2012 nell’appartamento dove l’ottantenne viveva sola dopo aver perso il marito e l’unico figlio, si rivelò una scoperta raccapricciante per i suoi soccorritori. La donna fu rinvenuta in un lago di sangue trafitta con ben quattro coltelli presi dalla cucina e l’assassino si era accanito con una furia tale da spezzarne tre, oltre che trapassarla da una parte all’altra. Anche la Pamio era amica della madre di Susanna, ma all’epoca Milly non fu neppure sospettata. L’efferatezza del delitto aveva infatti fatto ipotizzare un movente passionale e, per via di un Dna rinvenuto su una catenina attribuita alla vittima ritrovata in casa della presunta colpevole, fu arrestata la vicina di casa 54enne Monica Busetto, infermiera presso il Fatebenefratelli di Venezia. Nonostante quest’ultima si fosse sempre proclamata innocente, era stata condannata a 24 anni di reclusione. Ieri, la svolta.



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