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Milano, clinica Matris: domiciliari per Severino Antinori, asportò ovuli da 24enne

Il ginecologo 71enne è stato arrestato per lesioni personali aggravate: avrebbe prelevato forzatamente ovuli da una ragazza di 24 anni. Le due collaboratrici hanno il divieto di dimora nella zona di Roma e Milano. Non è la prima volta che il medico finisce nel mirino del carabinieri, sequestrata clinica e embrioni

Milano, clinica Matris: domiciliari per Severino Antinori, asportò ovuli da 24enne

È stato posto ai domiciliari dai carabinieri del Nas di Milano il ginecologo Severino Antinori, il medico che, secondo l’accusa, prelevò ovuli da una ragazza senza il suo consenso. Si fa riferimento ad un episodio accaduto nei primi di aprile 2016 nella clinica “Matris” in via dei Gracchi a Milano: la ragazza era un’infermiera in prova presso la clinica di Antinori ed avrebbe esposto al medico un problema relativo ad una cisti ovarica. Antinori si sarebbe offerto di curarla tramite punture che avrebbero eliminato la cisti, sostituendo un intervento. Tuttavia il 5 aprile, la 24enne si sarebbe trovata di fronte alla richiesta d’essere operata e, dopo essersi rifiutata, sarebbe stata forzata, immobilizzata e anestetizzata per subire un’asportazione di ovuli. Privata del suo cellulare, solo al suo risveglio la ragazza sarebbe riuscita a scappare e a chiamare in lacrime il 112 dal telefono della stessa clinica. All’arrivo sul posto delle forze dell’ordine, la 24enne era stata già “accerchiata” dallo staff di Antinori, ma venne prelevata dai gendarmi e riaccompagnata nell’albergo dove alloggiava. Poche ore dopo, la ragazza spagnola avrebbe avuto un malore, e sarebbe stata soccorsa dal personale dell’albergo e trasportata all’ospedale Mangiagalli di Milano. Tramite il “soccorso violenza sessuale” ed un interprete, il personale medico è riuscito a capire il problema della ragazza che, a prova dell’episodio, aveva sul corpo delle ecchimosi e segni di immobilizzazione. In più secondo le analisi, si sarebbe scoperto l’intervento di prelievo ovacitario.

Antinori: precedenti con la legge
La ragazza è rappresentata dal legale Roberta De Leo, dell’associazione “Dad onlus” che sorregge le donne vittime di violenza. Il legale ha spiegato: «La 24enne era giunta in Italia dopo essersi laureata in Scienze infermieristiche, e aveva conosciuto direttamente Severino Antinori in circostanze non precisate», spiegando che inoltre sarebbe stato proprio il medico a proporle di lavorare nella sua clinica e lei avrebbe accettato. Ora, il ginecologo 71enne, arrestato il 12 maggio all’aeroporto di Fiumicino, rimane indagato per i reati di rapina aggravata e lesioni personali aggravate. Tuttavia non è la prima volta che il ginecologo finisce nel mirino dei carabinieri: nel 2002 aveva usato la clonazione per realizzare delle gravidanze riuscita in 3 donne, suscitando delle perplessità nella comunità scientifica sul come avesse fatto a procurarsi degli ovuli. Le risposte sembrano essere arrivate nel gennaio scorso quando il Nas, ha avviato un’indagine su un presunto sistema di ingaggio: la clinica trovava ragazze da cui farsi donare ovuli per la fecondazione, confermato tramite la denuncia di alcune giovanissime donne che venivano sottoposte a bombardamenti ormonali e più interventi nel giro di pochi mesi. Se la donazione andava a buon fine, ricevevano dai 500 ai 1000 euro per i loro ovuli.

Responsabili anche le collaboratrici
Una delle collaboratrici, che avrebbe aiutato il medico nel “prelievo forzato”, è stata raggiunta per telefono pur volendo rimanere nell’anonimato, come riportato da “Tgcom24”: «È un’accusa assurda, l’ipotesi di qualcosa che è tecnicamente impossibile. Ci sono troppi aspetti che non sono chiari. Ho sentito che quella ragazza era in cura per una ciste ovarica e già questo non può essere vero perché alla Matris queste cose non si fanno. Inoltre come si può credere che ci sia stato un prelievo forzoso degli ovuli? Prima del prelievo occorre fare delle terapie, ci vuole una lunga preparazione: così come viene raccontata questa storia non sta in piedi da nessun punto di vista, ci deve essere dietro qualcosa di altro». Tuttavia, le due collaboratrici, sono state notificate di divieto di dimora a Milano e Roma. Mentre il ginecologo, oltre alle accuse di lesioni, rimane agli arresti domiciliari e, come da provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Milano «su richiesta della locale Procura della Repubblica che, condividendo pienamente le indagini dei Carabinieri, disponeva, altresì, l’interdizione dall’esercizio della professione medica del ginecologo, per la durata di un anno, nonché il sequestro preventivo della clinica Matris di Milano», assieme alla confisca di tutti gli embrioni congelati e quelli nati dalla fecondazione degli ovociti “rubati”. Dalle indagini sarebbe risultato come gli ovuli rubati siano stati utilizzati per impiantarli con intenzione dentro altre donne.



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