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Milano: stuprò una ragazza per ritorsione, arrestato membro gang di sudamericani

Si tratta di un pregiudicato salvadoregno di 24 anni, arrestato dai carabinieri a Pero (Mi); membro di una gang latina, aveva stuprato una 29enne nel settembre scorso per ritorsione contro il fidanzato di lei, reo di averlo truffato

Milano: stuprò una ragazza per ritorsione, arrestato membro gang di sudamericani

I carabinieri di Milano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un pregiudicato salvadoregno di 24 anni, emessa dal gip meneghino lo scorso 9 dicembre; il giovane, arrestato a Pero (Mi), è membro della gang latina “Ms13” ed è accusato di aver violentato una ragazza 29enne nel settembre 2015, minacciandola con una pistola, per ritorsione contro il suo fidanzato, un piccolo spacciatore che gli avrebbe venduto una dose di bicarbonato spacciandola per cocaina. La vittima fu poi rapinata anche del cellulare e di altri effetti personali. L’arrestato si chiama Wilfredo Alexander Barrera Martinez, detto “El Pajaro” (l’uccello), ha 24 anni e diversi precedenti per furto e ricettazione oltre ad un ordine di espulsione emesso il 30 agosto 2015; secondo i carabinieri di Porta Magenta, aveva contatti anche con il gruppo di latinos che ferì a colpi di machete un capotreno nella stazione di Villapizzone, a Milano, alcuni mesi fa. Ma sembra comunque che non fosse più in buoni rapporti con loro, in quanto fu anche aggredito proprio qualche giorno dopo lo stupro che gli viene imputato venendo anche colpito alla testa con una bottigliata. Andato al pronto soccorso per farsi medicare, aveva involontariamente aiutato i carabinieri a rintracciarlo poichè ha usato un numero di cellulare su cui già stavano lavorando i militari.

La truffa e lo stupro
Lo stupro contestato a Martinez avvenne la sera dello scorso 26 settembre: il fidanzato della vittima, 30enne, l’aveva portata con sè in auto ad un appuntamento in via Palizzi con Wilfredo e due suoi amici per vendergli una dose di bicarbonato spacciandola per cocaina. I due sprovveduti, venduta la dose, si erano poi allontanati spendendo i 30 euro racimolati per comprare una dose vera; ma Barrera si è accorto della truffa e gli ha telefonato intimandogli di tornare indietro. Il pusher ha accettato ma, una volta tornati sul posto, è stato preso in ostaggio dagli altri due sudamericani (ancora non identificati) armati di machete e rapinato del cellulare e del navigatore, mentre la ragazza è stato costretta da Martinez a guidare la macchina fino ad un posto appartato dove, sotto la minaccia di una pistola, l’ha costretta ad un rapporto sessuale. Una volta tornata a casa, la ragazza non è stata aiutata in alcun modo dal fidanzato ed ha chiesto aiuto ad amici e parenti trovando il coraggio di denunciare l’accaduto; tra l’altro, ha raccontato che il violentatore aveva voluto vedere la sua carta d’identità per sapere dove abitasse minacciandola che sarebbe andato a trovarla in caso di una denuncia.



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