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Modena, tentato omicidio per motivi di eredità: arrestate quattro persone

I carabinieri di Vignola (Modena) hanno risolto il giallo del tentato omicidio del settantenne Luciano Pancaldi; sono stati eseguiti quattro arresti nei confronti della figlia dell’uomo e del genero, accusati di essere i mandanti del tentato omicidio, e di due complici, autori materiali

Modena, tentato omicidio per motivi di eredità: arrestate quattro persone

Sembrava un tentativo di rapina, invece avevano cercato di uccidere un uomo per dissidi legati ad un’eredità: è stato risolto il giallo del tentato omicidio di Luciano Pancaldi, un 74enne che fu aggredito a coltellate il 19 novembre dell’anno scorso mentre passeggiava dopo cena per le strade del suo paese di Vignola (Modena). I carabinieri del centro emiliano hanno infatti arrestato quattro persone per quel tentativo di delitto; Pancaldi fu aggredito da due sconosciuti che lo presero più volte a coltellate prima di fuggire. L’uomo fu ricoverato in prognosi riservata, ma sin da subito gli inquirenti avevano scartato l’ipotesi della rapina concentrandosi invece sui dissidi familiari, che pare fossero parecchi nella famiglia Pancaldi. E infatti, due dei quattro arrestati sono proprio la figlia dell’uomo, Cristina, e il marito, nonché genero di Pancaldi, Fabio Rasponi.

L’eredità
Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, i due sarebbero i mandanti del tentato omicidio, pianificato nei minimi particolari a causa di profondi dissidi creatisi tra Pancaldi e la figlia a proposito della suddivisione dell’eredità, di parecchie centinaia di migliaia di euro, lasciata dalla moglie defunta dell’uomo. Non a caso, l’indagine è stata denominata “Parenti serpenti”, riprendendo il titolo del celebre film di Mario Monicelli del 1991; gli altri due arrestati sarebbero i complici della coppia, un 35enne che aveva a sua volta assoldato un 40enne, indicato come il vero esecutore materiale dell’aggressione a Pancaldi. Era stato anche pattuito un compenso per il delitto, di circa 10mila euro ciascuno, ma il denaro non fu mai intascato dagli improvvisati assassini in quanto il delitto non è stato consumato, per fortuna. Le accuse contestate ai quattro sono tentato omicidio aggravato dalla premeditazione, dall’uso di armi, oltre che dal rapporto di parentela.



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