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Camorra a Napoli, sgominato il clan Ferrara: preso il boss “dei cento telefonini”

I militari e l’antimafia sono riusciti ad azzerare il clan arrestando anche il capo Domenico Ferrara, meglio conosciuto come “il boss dei cento telefonini”, con i quali taroccò il televoto a favore della partecipazione canora della figlia a “Ti lascio una canzone” di Antonella Clerici

Camorra a Napoli, sgominato il clan Ferrara: preso il boss "dei cento telefonini"

Due giorni fa, i carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno sgominato il clan camorristico Ferrara di Villaricca; oltre 150 militari del comando provinciale hanno circondato la roccaforte del clan chiudendo tutte le vie di fuga e scovando il boss nascosto nel suo bunker nel parco “Mondo nuovo”. E alla fine anche i vertici della cosca sono stati azzerati: a finire in manette è stato il boss Domenico Ferrara, detto “Mimì o muccus”, considerato un’importante personalità della camorra capace di gestire molti affari loschi e traffici illeciti. Ferrara era già salito alla ribalta mediatica nel 2013, quando in suo covo i carabinieri avevano sequestrato oltre cento telefoni cellulari, i quali erano serviti al boss per taroccare il televoto a favore della partecipazione canora della figlia Vania al programma Rai “Ti lascio una canzone”, condotto da Antonella Clerici.

Arrestati anche i luogotenenti
Ferrara, che fu rinominato “il boss dei cento telefonini”, in quell’occasione riuscì a sfuggire alla cattura; ma adesso ha dovuto arrendersi alle forze dell’ordine, che hanno portato a termine un’operazione preparata nei minimi dettagli. Oltre a Ferrara, sono stati fermati anche i suoi due luogotenenti, Vittorio Amato e Rocco Ruocco, ed altre quattro persone. Il boss è accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, ma sarebbe implicato in ben altri intrighi legati alla camorra.

Grande orgoglio e soddisfazione
Per le forze dell’ordine la cattura di Domenico Ferrara è motivo di grande orgoglio e soddisfazione, dato che gli stavano dando la caccia da parecchio tempo, e proprio quella volta che erano stati rinvenuti i telefonini utilizzati per votare la figlia del boss era finalmente arrivata una flebile speranza che si è alimentata fino a concretizzarsi nell’arresto di due giorni fa.



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