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Ndrangheta, confisca a Roma: la Dia sequestra il lussuoso Grand Hotel Gianicolo

La Dia ha compiuto un’importante confisca nell’ambito del sequestro del patrimonio immobiliare e mobiliare riconducibile alla criminalità organizzata: ad entrare tra i beni dello Stato, infatti, è stavolta il Grand Hotel Gianicolo di Roma, appartenuto alla cosca Gallico di Palmi

Ndrangheta, confisca a Roma: la Dia sequestra il lussuoso Grand Hotel Gianicolo

Un altro sequestro importante ai danni della criminalità organizzata è stato compiuto dalla Dia di Roma e Reggio Calabria nell’ambito del contrasto al patrimonio immobiliare e mobiliare riconducibile alle mafie: è stato infatti confiscato il Grand Hotel Gianicolo di Roma, appartenente alla famiglia Mattiani (affiliata alla cosca Gallico di Palmi), un bellissimo palazzo di lusso a 4 stelle, dotato di 48 camere sfarzose, piscina e parcheggio interno, nonchè vista mozzafiato sul panorama della Capitale con il cupolone in primo piano. La confisca è la conseguenza di due indagini congiunte che hanno permesso di appurare la contiguità dei Mattiani alla cosca Gallico e la loro acquisizione illecita di un vasto patrimonio immobiliare e non, soprattutto nell’ambito del settore turistico-alberghiero. Il valore complessivo dei beni confiscati alla famiglia Mattiani ammonta ad oltre 36 milioni di euro.

La società dei Mattiani
La storia di questa famiglia di imprenditori inizia negli anni Novanta: un modesto motel di Palmi (Reggio Calabria), l’Hotel Arcobaleno, si trasformò in una società dal capitale miliardario suddivisa tra i figli di Giuseppe Mattiani, considerato dagli inquirenti un affiliato della ndrangheta, sottoposto anche al regime di vigilanza speciale per tre anni. Poco prima del Giubileo del 2000, la società dei fratelli Mattiani effettuò un’importante operazione commerciale e rilevò un monastero appartenente ad una congregazione religiosa, sito su uno dei punti più belli della Capitale, il colle Gianicolo, trasformandolo nel lussuoso hotel sequestrato due giorni fa. Inoltre, sul versante patrimoniale dei Mattiani sono state poi accertate rilevanti attività di reinvestimento di proventi non desumibili dai redditi dichiarati, quindi di provenienza illecita, e sospettati di essere frutto di evasione fiscale. Infine, diversi beni immobili intestati ai Mattiani e a prestanome sono stati sequestrati tra Roma, Palmi e Castiglione dei Pepoli (Bologna).



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