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Nozze combinate tra italiane e migranti, rischio infiltrazioni terroristiche

Decine e decine di matrimoni combinati tra povere italiane e migranti in cerca di cittadinanza. La sezione Antiterrorismo italiana lancia l’allarme: bisogna bloccare il business illegale prima che qualche disgraziata pronunci il fatidico sì e dia libero accesso in Italia ai terroristi

Nozze combinate tra italiane e migranti, rischio infiltrazioni terroristiche

Tremila euro per trovare un lui o una lei disposti a sposarsi per concedere la cittadinanza italiana. E il tutto senza fare poi così tanta fatica. I luoghi del ‘finto innamoramento’? Stazioni ferroviarie come Termini e Tiburtina, case occupate in giro per la Capitale e mense dei poveri. Qui vengono reclutate povere senzatetto, prostitute e tossicodipendenti, a cui vengono offerti dei soldi (in genere 3-4mila euro) e organizzati viaggi con direzione Il Cairo, e il matrimonio combinato è fatto. Giunte in Egitto saranno preparate prima per il rito religioso copto o cattolico, e poi per la tanto desiderata registrazione del matrimonio nel Paese di origine e in Italia. L’indagine è stata avviata dal nucleo antiterrorismo della Questura di Roma che segnala adesso un timore ancora più forte, ovvero che queste false nozze possano coprire anche infiltrazioni di individui pericolosi legati al terrorismo islamico. Il sospetto arriva qualche settimana fa, quando la sezione antiterrorismo ha intercettato due richieste urgenti con pagamento raddoppiato all’organizzazione clandestina che gestirebbe le nozze combinate. In particolare a far dare l’allarme è stata la richiesta di un siriano che ha concluso la trattativa quando era ancora in attesa nel deserto.

A spiegare la procedura è anche un quarantenne italiano coinvolto nel traffico: “Ne abbiamo organizzati recentemente almeno una decina. “Dal Cairo, attraverso l’ambasciata italiana arrivano la richiesta di matrimonio e una volta ottenuti i documenti necessari si parte per l’Egitto”. “È chiaro che attraverso le nostre conoscenze riusciamo ad avere delle facilitazioni in Egitto, ma nell’arco di un paio di settimane l’uomo o la donna italiana appena sposata viene liquidata del suo compenso e può tornare a casa”, aggiunge l’uomo.

Dopo qualche mese dalla registrazione delle nozze agli sposi extracomunitari arriverà dunque la richiesta del permesso di soggiorno per motivi familiari e in seguito, ma con tempi molto più lunghi, quella per la cittadinanza. La sezione Antiterrorismo italiana sta cercando di fare chiarezza su questo business illegale, e bloccarlo in tempo, cioè prima che qualche disgraziata pronunci il fatidico sì e dia libero accesso in casa nostra ai terroristi.



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